Generali, il nuovo cda al lavoro per l’ops di Mediobanca
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Redazione Economia
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Mercoledì prossimo il nuovo consiglio d’amministrazione di Generali, insediatosi dopo l’assemblea del 24 aprile, si riunirà per completare l’assetto della governance, un passaggio cruciale che segnerà l’avvio della sua piena operatività. La lista sostenuta da Mediobanca – che include il ceo Philippe Donnet e il presidente Andrea Sironi – ha ottenuto un ampio consenso dal mercato, ma ora l’attenzione si sposta sulle prossime mosse, a cominciare dalla costituzione dei sei comitati previsti.
La riunione assume un peso particolare anche alla luce delle recenti discussioni sull’offerta pubblica di scambio (ops) lanciata da Mediobanca, un’operazione che riapre questioni mai del tutto sopite. Come sottolineato da Osvaldo De Paolini in un intervento sul Giornale, la dismissione del 13,1% di Generali – un tempo definita da Enrico Cuccia la «pupilla dell’occhio» – rappresenta una svolta storica. Un asset per il quale, in passato, si combatterono battaglie feroci, essendo considerato un baluardo dell’autonomia industriale italiana.
Al centro della strategia c’è Alberto Nagel, amministratore delegato di Mediobanca dal 2003, figura nota per un approccio metodico e risoluto, che riflette le sue passioni personali, dalla caccia alla pesca in apnea. Nagel, che ha guidato la banca fuori dai tradizionali «salotti» della finanza, sta ora lavorando a un piano difensivo contro l’ops del Montepaschi. Se l’offerta dovesse superare gli ostacoli regolatori, l’ipotesi più accreditata è quella di una fusione tra Mediobanca e Banca Generali, con Gian Maria Mossa – attuale ceo di quest’ultima – alla guida del gruppo. Nagel, invece, punterebbe alla presidenza, con l’obiettivo di creare un polo leader nel risparmio gestito, unendo le reti distributive delle due realtà.




