Cosa serve all'Italia per i Mondiali 2026 dopo il 3-1 in Estonia
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Redazione Sport
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La vittoria per 3-1 a Tallinn contro l'Estonia, seppur conquistata con autorità e carattere, non basta all'Italia per guardare con serenità il percorso diretto verso i Mondiali 2026. Gli azzurri, che sotto la guida di Gennaro Gattuso hanno ottenuto il terzo successo consecutivo, hanno infatti visto sfumare quasi definitivamente le ambizioni di agganciare il primo posto nel girone a causa del contemporaneo e netto 5-0 inflitto dalla Norvegia a Israele. Un risultato, quest'ultimo, che rende la squadra scandinava ormai imprendibile, soprattutto per via di una differenza reti così ampia da apparire irrecuperabile, lasciando agli uomini di Gattuso la strada dei playoff come via maestra per la qualificazione.
Il peso del risultato di Oslo e la nuova strada obbligata
Il filo diretto tra Oslo e Tallinn ha dunque segnato una svolta decisiva, confermando quanto "Rino" Gattuso avesse cercato di ammonire alla vigilia, invitando a non pensare prematuramente ai playoff. Adesso, però, quella stessa porta, sebbene secondaria, rappresenta l'accesso più concreto alla fase finale. La squadra, pertanto, si ritrova a dover pianificare il futuro immediato con questa consapevolezza, sapendo di aver fatto il proprio dovere in Estonia ma di essere stata superata da una forza concorrente che, avendo vinto tutti gli incontri, ha costruito un vantaggio quasi incolmabile.
Le luci della serata estone: Esposito e Spinazzola
Nonostante il contesto generale, l'incontro in terra estone ha offerto diversi spunti positivi, alcuni dei quali particolarmente luminosi. Il giovane Pio Esposito, per esempio, ha siglato il suo primo gol in maglia azzurra, confermando che gli elogi ricevuti non sono affatto esagerati e proiettandosi come un elemento di valore per il futuro prossimo. Sulla stessa linea, l'ottima prestazione di Spinazzola sembra indicare una seconda giovinezza per il terzino, la cui vivacità e esperienza si sono rivelate preziose per le manovre offensive della squadra. A loro si sono uniti i gol di Kean, purtroppo costretto a un prematuro addio per infortunio, e di Retegui, che ha così trovato un riscatto personale dopo un rigore fallito in precedenza.
L'adattamento di Raspadori nel nuovo schema tattico
Un capitolo a parte merita l'impiego di Raspadori, il cui nuovo ruolo in nazionale riflette l'evoluzione che il giocatore sta vivendo nel club. Schierato come esterno di centrocampo, similmente a quanto avviene nell'Atletico Madrid di Simeone, il calciatore ha disputato poco più di un'ora di gioco risultando comunque decisivo nella costruzione del primo gol italiano. Il suo trasferimento in Spagna, dove ha già fornito assist e segnato in Champions League, appare dunque come una scelta vincente che sta arricchendo il suo bagaglio tecnico e tattico, rendendolo uno strumento più versatile a disposizione del commissario tecnico.




