Nuove misure di sicurezza: governo protegge gli agenti dalle indagini
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Redazione Interno
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Il governo italiano, attraverso il ministero della Giustizia e l'ufficio affari giuridici, sta lavorando a una legge che garantisca la massima tutela agli agenti coinvolti in possibili reati durante il servizio. Questa normativa, secondo fonti di massimo livello, mira a evitare che gli agenti, di fronte a evidenti prove a discolpa, finiscano iscritti nel registro degli indagati. La misura è stata annunciata in seguito agli scontri di piazza che hanno recentemente messo a ferro e fuoco Roma e Bologna, durante i quali una sessantina di manifestanti sono stati identificati e coinvolti nei tafferugli con le forze dell'ordine.
Il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, ha dichiarato che gli antagonisti cercano lo scontro e ha annunciato una linea dura nei confronti dei violenti in piazza, con rimpatri veloci per i migranti irregolari coinvolti negli scontri. La premier Giorgia Meloni ha deciso di avocare a sé il dossier sicurezza, dopo i disordini di sabato e il timore che la figura di Ramy, il 19enne morto a Milano durante un inseguimento dei Carabinieri, diventi uno strumento per alzare il livello dello scontro.
Il ddl Sicurezza, approvato alla Camera nell'ottobre scorso, prevede pene più pesanti e limiti per cortei e manifestazioni, insieme a misure per garantire maggiori tutele agli agenti e agli uomini della polizia chiamati a gestire l'ordine pubblico. Tuttavia, il suo iter al Senato non è stato proprio fulmineo, anche a causa della moral suasion del Quirinale, che ha inviato un paio di messaggi in codice per esprimere le proprie riserve.
In questo contesto, il governo ha scelto di adottare una linea dura, con un giro di vite sulle manifestazioni e gli scontri di piazza. Piantedosi ha accusato i centri sociali di violenze strumentali, mentre Salvini e il Viminale sono stati oggetto di interpretazioni malevole.




