Sci: Meillard trionfa nel gigante notturno di Schladming, Borsotti nono
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
Sulla pista Planai di Schladming, illuminata a giorno dai riflettori, Loic Meillard ha firmato una vittoria di carattere nell'ultimo slalom gigante di Coppa del Mondo prima dell'appuntamento olimpico di Milano Cortina. Lo sciatore svizzero, partito con il secondo tempo dopo la prima manche, ha saputo gestire una condizione di gara insidiosa – quel manto gelato e patinato che, privando gli atleti di appoggi solidi, richiedeva una precisione chirurgica nell’inserimento delle curve – e ha chiuso le due discese con il tempo totale di 2:14.38. Meillard, il cui percorso nella seconda prova è stato un modello di sciata collegata e aggressiva, ha così scavalcato in classifica il brasiliano Lucas Pinheiro Braathen, autore della miglior prestazione nella prima discesa ma costretto ad accontentarsi, per la seconda gara consecutiva, del gradino più basso del podio.
Il podio e la risalita di Borsotti
A completare il quadro dei premiati è stato il francese Alban Elezi Cannaferina, capace di conquistare – con quel terzo posto – il primo podio in carriera in Coppa del Mondo, un risultato che sottolinea la sua crescita tecnica in una specialità tanto esigente. Quarto si è piazzato il leader della classifica generale, Marco Odermatt, staccato di 1.26 secondi dal vincitore, in una serata che ha visto molti favoriti doversi misurare più con le difficoltà del tracciato che con gli avversari diretti. La notte austriaca, d’altra parte, ha riservato una delle soddisfazioni più significative per il pubblico italiano, rappresentato dalla prestazione di Giovanni Borsotti. Lo sciatore, reduce da un periodo di stop forzato, ha dato prova di una tenacia notevole: partito con un pettorale oltre la trentesima posizione, ha costruito una rimonta solida che lo ha portato a chiudere al nono posto assoluto, un piazzamento di valore che rilancia le sue speranze in vista della stagione cruciale.
La difficoltà tecnica della seconda manche
La gara, il cui esito si è deciso proprio nella seconda discesa, ha imposto una prova di abilità estrema. Lo strato di ghiaccio duro e continuo, formatosi sulla Planai, non concedeva margine d’errore: chi non riusciva a entrare in curva con il tempismo perfetto, caricando la lamina nello scarto di un attimo, vedeva inevitabilmente lo sci scivolare via, senza possibilità di recupero. In un simile contesto, dove la tenuta era un privilegio riservato ai più precisi, la performance di Meillard ha assunto i contorni di una piccola lezione di sci applicato: ha saputo dosare potenza e finezza, mantenendo un ritmo elevato senza mai cedere alla ricerca di un appoggio che, semplicemente, non esisteva. Di questo passo, il suo successo appare ancor più meritato.
Il quadro prima delle Olimpiadi
Con questo successo, il settimo gigante stagionale entra negli annali e offre un’ultima, significativa fotografia dei valori in campo a poco più di un mese dai Giochi Olimpici. La vittoria di Meillard, la costanza di Braathen – sempre sul podio nelle ultime due uscite – e l’esplosione di Cannaferina raccontano di un panorama internazionale ricco e competitivo, dove anche un ritorno come quello di Borsotti può lasciare il segno. Le dinamiche della gara, peraltro, hanno confermato come, su certe piste, la classifica possa ribaltarsi da una manche all’altra in base alla capacità di adattamento e alla freddezza mentale, elementi che, uniti al talento, disegneranno anche le gerarchie della prossima rassegna a cinque cerchi.




