Strage di Piazza Fontana, 55 anni dopo, una ferita ancora aperta

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il 12 dicembre 1969, alle ore 16:37, una bomba esplose nell'atrio della Banca Nazionale dell'Agricoltura, situata in Piazza Fontana, nel cuore di Milano. L'attentato, che causò immediatamente la morte di 13 persone - numero che salì successivamente a 17 - e il ferimento di oltre 80 individui, rappresenta una delle pagine più tragiche della storia repubblicana italiana. Questo evento segnò l'inizio di un periodo oscuro noto come "strategia della tensione", caratterizzato da una serie di atti terroristici volti a destabilizzare il paese e a imprimere una torsione autoritaria alle istituzioni democratiche.

Il percorso giudiziario che seguì la strage evidenziò chiaramente l'impronta neofascista dell'attentato. Le indagini, infatti, portarono alla luce un complesso intreccio di responsabilità che coinvolgeva esponenti dell'estrema destra, servizi segreti deviati e settori dello Stato. Nonostante i numerosi processi e le inchieste, la verità giudiziaria completa su quanto accaduto quel giorno rimane ancora parzialmente oscura, alimentando un senso di ingiustizia e di dolore tra i familiari delle vittime e nella società civile.

Oggi, a 55 anni di distanza, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, insieme ai presidenti delle Camere, Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana, ha ricordato l'attentato sottolineando la matrice neofascista della strage. Le loro parole, pronunciate in occasione delle commemorazioni ufficiali, hanno ribadito l'importanza di coltivare la memoria di quei tragici eventi, affinché le nuove generazioni comprendano il valore della democrazia e delle istituzioni.

La strage di Piazza Fontana non fu solo un attacco contro le persone presenti quel giorno nella banca, ma un colpo al cuore dello Stato italiano, mirato a minarne le fondamenta democratiche. La devastante esplosione, che lasciò dietro di sé morte e distruzione, segnò l'inizio di un periodo di paura e di violenza che avrebbe visto altri attentati e altre vittime.

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