Maltempo in Lombardia, grandinate folli tra le valli bergamasche e il Comasco: strade trasformate in fiumi di ghiaccio
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Il pomeriggio di mercoledì 6 maggio, una violenta ondata di maltempo si è abbattuta su gran parte della Lombardia, concentrando i suoi effetti più devastanti tra le valli bergamasche e l’alta pianura comasca. L’evento, che ha sorpreso residenti e automobilisti per la sua rapidità di sviluppo, ha portato con sé piogge torrenziali e, soprattutto, grandinate di eccezionale intensità; in alcuni casi, come testimoniano i numerosi filmati diffusi nelle ore successive, i chicchi hanno ricoperto interamente il manto stradale, creando uno strato bianco spesso diversi centimetri, simile a quello che si osserva dopo una nevicata invernale. A Berbenno, così come a Zogno e Brembilla, la circolazione è andata letteralmente in tilt: le ruote delle auto affondavano nel ghiaccio, rendendo vano ogni tentativo di procedere a velocità sostenuta, mentre i mezzi pubblici sono stati costretti a deviazioni o a fermate anticipate.
La supercella che ha imbiancato strade e giardini tra Como e Varese
Non meno grave la situazione nel Comasco, dove la cosiddetta Statale dei Giovi è diventata il teatro di una vera e propria “super grandinata”. L’accumulo di ghiaccio, in località come Cermenate, Lomazzo e Cantù, ha trasformato il paesaggio – fino a poche ore prima tipicamente primaverile – in uno scenario apparentemente invernale, con giardini e cortili sepolti sotto una coltre gelata. A Cislago, nel Varesotto, la forza dell’acqua e della grandine ha dato vita a un impressionante fiume di ghiaccio che scorreva lungo l’asfalto, trasportando detriti e rami; decine gli interventi richiesti dai residenti per liberare ingressi e box auto. La violenza del fenomeno, inquadrabile tecnicamente come una supercella temporalesca, ha generato non pochi grattacapi anche per la protezione civile, chiamata a coordinare squadre e mezzi meccanici – pale e spazzatrici – per rimuovere il materiale e ripristinare un minimo di sicurezza.
Disagi e interventi meccanici: strade bloccate tra Brianza e Novarese
L’asse che collega il Varesotto al Novarese ha subìto analoghe conseguenze, con una viabilità ridotta ai minimi termini per diverse ore. In particolare, le aree comprese tra la Brianza e il confine piemontese hanno visto la grandine cadere in quantità così abbondanti da costringere diverse amministrazioni locali a dirottare spazzatrici e spargisale – un’immagine, quest’ultima, inconsueta per un mese di maggio – sulle strade provinciali. Il fenomeno, va detto, non ha risparmiato nemmeno il basso Veneto, il Trentino-Alto Adige e il Friuli-Venezia Giulia, dove si sono registrate ugualmente precipitazioni a carattere temporalesco e grandinate di moderata entità. Sul versante alpino, invece, la neve ha fatto la sua comparsa sopra i 1.800.000 metri, imbiancando i passi più elevati e regalando un colpo di coda invernale del tutto anacronistico rispetto alla stagione in corso.
L’ultima ondata di maltempo prima dell’avanzata africana
Secondo quanto riportano gli analisti meteorologici, quella di mercoledì rappresenterebbe l’ultima ondata di maltempo significativa prima di un deciso cambio di scenario: dal Sud Italia, infatti, si prepara a risalire una “fiammata africana” destinata a portare le temperature oltre i trenta gradi. Un passaggio, questo, che non ha alcuna valenza consolatoria per chi, nelle ore precedenti, ha dovuto fronteggiare disagi oggettivi: i mezzi di soccorso hanno lavorato senza sosta per rimuovere cumuli di grandine alti fino a venti centimetri, come accaduto in alcune frazioni isolate di Cermenate. Nessuna vittima, né feriti gravi, ma il bilancio dei danni – ancora in fase di parziale quantificazione – comprende tetti scoperchiati, autovetture ammaccate e sistemi fognari messi in crisi dall’improvviso scioglimento del ghiaccio. I sindaci dei comuni più colpiti hanno già avviato le procedure per richiedere lo stato di calamità naturale, mentre sulla viabilità la situazione è tornata gradatamente alla normalità solo in tarda serata.




