Valeria Marini e il racconto senza filtri: «Mi masturbo ogni giorno, con due uomini è stato bellissimo»
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Valeria Marini, ospite della prima puntata del videocast “Privé by MOW ed Escort Advisor” condotto da Moreno Pisto, ha scelto di mettere da parte ogni cautela retorica per concedersi a un racconto intimo, dettagliato e volutamente privo di quei filtri che solitamente accompagnano le apparizioni televisive della showgirl. Ed è proprio in questo contesto – lontano dalle luci patinate del piccolo schermo e dalle coreografie patinate che ne hanno segnato la carriera – che l’attrice ha rivelato abitudini e desideri personali con una franchezza tanto rara quanto, a suo modo, disciplinata. «Mi masturbo tutti i giorni», ha dichiarato senza alcun imbarazzo, spiegando poi di avere un bisogno fisiologico di “staccare la spina” perché, dice, «penso troppo». Una necessità, quella di interrompere il flusso incessante di pensieri, che Marini trasforma in un rituale quotidiano, descritto con la stessa naturalezza con cui si parlerebbe di una pratica di meditazione o di una sessione di ginnastica.
L’incontro con Tinto Brass e quella sceneggiatura rifiutata
Prima di addentrarsi nel territorio esplicito della sua vita sessuale – dove l’attrice ha toccato temi come lo squirting («è successo una volta», ha precisato, senza aggiungere particolari clinici o autocelebrativi) o l’esperienza con due uomini contemporaneamente, giudicata «bellissima, meglio che con due donne» – Marini ha riavvolto il nastro della sua carriera cinematografica. Fellini, ad esempio, rimase folgorato da una sua foto di copertina: guardando l’immagine, il regista scrisse sul “lato B” della rivista una frase ormai celebre nella biografia della showgirl – «Ho deciso: io abito qui!» – quasi a voler suggellare un immaginario erotico già allora potentissimo. Diverso l’approccio con Tinto Brass: Marini ha rivelato di avergli detto di no per “Così fan tutte”, una scelta di coerenza artistica che non ha mai rimpianto. Nessun giudizio, però, sul regista: solo il racconto asciutto di un rifiuto professionale.
L’amore a 14 anni con un uomo di 30: «Mi rapiva, ma ero innamorata»
La confessione che ha però catturato l’attenzione, al di là delle abitudini onanistiche o delle performance collettive, riguarda la sua prima relazione seria. Marini aveva 14 anni, lui 30. Un divario d’età che oggi, come ha ammesso la stessa showgirl, susciterebbe più di una perplessità; eppure, nel racconto di Valeria, quel legame assume i contorni di una passione travolgente, quasi romantica nella sua pericolosità. «Mi rapiva», ha detto, usando un verbo forte, «ma ero molto innamorata e tra noi c’era grande passione». Nessuna autoassoluzione né vittimismo: l’attrice descrive la vicenda con la lucidità di chi riconosce la complessità del sentimento senza per questo riscriverne la storia. Il primo bacio? A 8 anni. «Sono sempre stata molto curiosa», ha aggiunto, quasi a voler tracciare un filo rosso tra quella precocità e la libertà sessuale di oggi.
Politica, Berlusconi e la legalizzazione del sex work
Nel flusso dell’intervista – che non ha risparmiato incursioni nel dibattito politico – Marini ha speso parole per Silvio Berlusconi, definito un «artista» capace di conquistare chiunque, senza però addentrarsi in valutazioni sul suo operato di governo. Ha citato Pedro Sánchez, il presidente del governo spagnolo, ma solo come nome di passaggio in un discorso più ampio sul diritto al piacere e sulla necessità di depenalizzare certi aspetti del commercio sessuale. Sul tema del sex work, la posizione della showgirl è chiara – favorevole alla legalizzazione – ma viene espressa senza proclami o toni da comizio: un’opinione personale, consegnata al podcast con la stessa leggerezza con cui si parlerebbe di una scelta di abbigliamento. Nessuna conclusione, nessuna chiamata all’azione. Solo un punto di vista.




