Gaesa e Cuba, l’articolo del New York Times riaccende lo scontro con gli Usa
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Redazione Esteri
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Gaesa torna al centro dello scontro tra Cuba e Stati Uniti dopo la pubblicazione, il 15 maggio 2026, di un lungo articolo del New York Times dedicato al conglomerato militare cubano. Il quotidiano statunitense descrive Gaesa come uno strumento della famiglia Castro per accumulare ricchezza mentre il Paese attraversa una crisi economica profonda. Il pezzo è uscito il giorno successivo alla visita all’Avana del direttore della CIA John Ratcliffe, un dettaglio che ha alimentato nuove polemiche politiche e accuse di pressione coordinata contro il governo cubano. Per Luciano Vasapollo, economista ed ex professore di politiche economiche alla Sapienza di Roma, alla PAMI e all’Università de L’Avana, non si tratta di una coincidenza ma di un piano preciso rivolto contro l’isola.
Le tensioni si inseriscono in una fase già segnata da un irrigidimento delle misure statunitensi verso Cuba. Washington ha infatti imposto nuove sanzioni contro la direzione dell’Intelligence cubana, definita dagli Stati Uniti come la principale agenzia di spionaggio del Paese caraibico. Il provvedimento è stato annunciato dall’Ufficio per il controllo dei beni esteri del dipartimento del Tesoro americano e coinvolge anche nove cittadini cubani, tra cui i ministri delle Comunicazioni, dell’Energia e della Giustizia. L’iniziativa viene presentata dagli Stati Uniti come un ulteriore passo per aumentare la pressione sull’Avana in un momento di forte difficoltà economica e diplomatica.
Sanzioni e trasporti marittimi aggravano la crisi cubana
Alle nuove restrizioni finanziarie si aggiungono le conseguenze dirette sul traffico commerciale dell’isola. Le compagnie marittime Hapag-Lloyd e Cma Cgm hanno annunciato la sospensione temporanea delle prenotazioni da e per Cuba dopo il decreto esecutivo firmato dagli Stati Uniti il 1° maggio. La decisione rischia di colpire fino al 60% del traffico merci cubano, in un contesto già segnato da crisi energetica e limitazioni commerciali internazionali. Le due società hanno spiegato che lo stop alle operazioni è legato ai rischi di non conformità con le nuove misure americane.
Cma Cgm ha comunicato di avere sospeso i booking verso Cuba fino a nuovo avviso, precisando di monitorare costantemente l’evoluzione della situazione e di adattare le proprie attività alle normative in vigore. Anche Hapag-Lloyd ha confermato la sospensione degli ordini provenienti da Cuba, citando esplicitamente i rischi collegati al decreto presidenziale statunitense. La scelta delle due compagnie rappresenta un ulteriore ostacolo per l’approvvigionamento dell’isola, che dipende in larga parte dai collegamenti marittimi per il commercio internazionale e l’importazione di beni essenziali.
Il ruolo di Gaesa nello scontro politico tra Washington e L’Avana
Il dibattito su Gaesa si inserisce quindi in un quadro più ampio di tensione geopolitica tra Washington e L’Avana. L’articolo pubblicato dal New York Times arriva mentre gli Stati Uniti intensificano la pressione economica e diplomatica su Cuba attraverso sanzioni, restrizioni commerciali e nuove misure contro figure istituzionali cubane. Secondo Luciano Vasapollo, la sequenza degli eventi mostra una strategia coordinata che utilizza sia strumenti economici sia una campagna mediatica concentrata sul conglomerato militare cubano.
Nel frattempo l’economia dell’isola continua a confrontarsi con difficoltà crescenti. Le restrizioni sui trasporti marittimi, unite alle sanzioni contro l’intelligence e alcuni ministri cubani, aumentano le incertezze per le attività commerciali e per la gestione delle forniture. La pubblicazione dell’inchiesta su Gaesa ha riportato al centro del confronto internazionale il ruolo delle strutture economiche legate alle forze armate cubane, mentre le relazioni tra Stati Uniti e Cuba attraversano una nuova fase di forte tensione politica e commerciale.




