Roserio, torna l’Albero della Vita: 12 milioni per riqualificare piazza Expo nel MIND

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   A Roserio, nell’area che un tempo pulsava dei ritmi dell’esposizione universale, si scrive un nuovo capitolo di recupero urbano. L’Albero della Vita, il grande manufatto scenografico che milioni di visitatori, nel 2015, hanno imparato a riconoscere come icona di quell’evento, tornerà in funzione. La notizia, diffusa in queste settimane di aprile, arriva accompagnata da un piano complessivo di riqualificazione della piazza circostante, quella che fu il cuore pulsante di Expo Milano 2015; un intervento da dodici milioni di euro che ridisegnerà lo spazio antistante Palazzo Italia, trasformandolo in un luogo aperto e dinamico.

Un progetto da 12 milioni per la “second life” dell’icona

Il progetto, che porta la firma ideativa di Marco Balich – lo stesso regista che curò gli spettacoli originali – si chiama “Ritorno alla vita” e prevede un rinnovamento completo della macchina spettacolare. Non solo luci, ma anche una nuova fontana con uno specchio d’acqua rotondo, capace di integrarsi con le musiche rielaborate per l’occasione. L’Albero, scampato qualche anno fa all’ipotesi di demolizione che aleggiava quando non si era ancora decisa la sua collocazione definitiva, diventerà così il perno visivo di una piazza pensata per ospitare eventi, flussi di cittadini e chiunque vorrà sostare di fronte a un bar che verrà costruito proprio lì, al centro della nuova configurazione.

Principia e il ruolo del MIND come hub europeo

L’operazione è promossa da Principia, società che ha visto in questo recupero un tassello decisivo per il rilancio del distretto. Il MIND, Milano Innovation District, da tempo si è affermato come uno dei principali poli europei dedicati a ricerca scientifica, innovazione e formazione; aggiungere una destinazione turistica di richiamo, in questo contesto, significa rafforzare l’identità ibrida del luogo, dove laboratori e uffici convivono con spazi aperti alla città. La piazza, infatti, non sarà solo uno sfondo: l’idea è che diventi un prolungamento naturale degli itinerari di chi frequenta il distretto, senza soluzione di continuità rispetto allo spirito originario di Expo, cioè un luogo di incontro senza recinti.

Tempi, cantieri e la regia di Balich tra luci e acqua

I tempi non sono immediati – serviranno circa seicento giorni, con il nuovo spettacolo attivo verso la fine del 2028 – ma l’annuncio segna comunque una svolta rispetto agli anni di stasi. Il cantiere, che comprende anche la risistemazione dei collegamenti pedonali e delle superfici calpestabili, punta a restituire all’Albero della Vita la sua funzione originale: emozionare e stupire. Balich, che ha curato personalmente la revisione della componente acquatica e luminosa, ha lavorato su un concept che evita la semplice replica di quindici anni fa; si tratta, piuttosto, di un adattamento alle nuove esigenze di fruizione, con spettacoli pensati per essere ripetuti più volte nell’arco della giornata e integrati nel flusso di chi arriva al MIND per motivi di studio, lavoro o semplice curiosità.

Piazza Expo come spazio aperto, senza cancelli

L’intervento, infine, ridisegna proprio la piazza che porta il nome dell’esposizione universale, liberandola da quelle barriere invisibili che ne avevano compresso l’uso negli anni successivi alla chiusura dell’evento. Di fronte a Palazzo Italia, il nuovo specchio d’acqua circolare accoglierà la base dell’Albero, mentre il bar e le aree di sosta completeranno un quadro che aspira a diventare normale quotidianità, non solo eccezione da cartolina. Per il MIND, che già ospita realtà come l’Human Technopole e l’Università Statale, si tratta di un ulteriore strato di significato: la ricerca ha bisogno anche di luoghi dove sostare, guardare in alto e, magari, lasciarsi sorprendere da un gioco di luci che fu, e tornerebbe a essere, un piccolo prodigio collettivo.

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