Gelati artigianali, i nuovi gusti dell’estate 2026 tra salute e rincari

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Redazione Economia Redazione Economia   -   I gelati artigianali dell’estate 2026 cambiano direzione con nuovi gusti, ricette più attente agli ingredienti e preparazioni che cercano un equilibrio tra innovazione e tradizione. Da una parte avanzano proposte a base di acqua, versioni vegane e senza zuccheri, dall’altra aumentano le ricette ispirate ai grandi dolci come Sacher, Caprese, Mont Blanc e Cheesecake di New York. Il settore si confronta quindi con nuove richieste dei consumatori, mentre i laboratori artigianali devono affrontare anche l’aumento dei costi legati alle materie prime e all’energia.

I nuovi gusti del gelato artigianale tra ricette leggere e dolci famosi

Le tendenze del gelato artigianale per l’estate 2026 mostrano una ricerca di sapori differenti rispetto alle proposte tradizionali. Le preparazioni a base di acqua, i gelati vegani e quelli senza zuccheri rappresentano una parte delle nuove strade seguite dai produttori, con l’obiettivo di offrire alternative considerate più salutari e meno legate a ingredienti percepiti come artificiali. Allo stesso tempo, le gelaterie guardano al mondo della pasticceria internazionale, trasformando dolci conosciuti in nuovi gusti da servire in cono o coppetta.

Tra le proposte emergono anche ricette legate a territori e combinazioni particolari, come il gelato amaro in Sardegna, mentre il settore continua a puntare sulla qualità delle preparazioni. Il gelato artigianale viene descritto da Confartigianato Sardegna come un prodotto realizzato con ingredienti autentici, con l’esigenza di tutelarlo dalle imitazioni non artigianali presenti sul mercato. In Parlamento è inoltre presente una proposta per una denominazione dedicata alla tutela del gelato artigianale italiano.

Materie prime più costose e rincari che pesano sulla produzione

Accanto ai nuovi gusti, il gelato artigianale deve fare i conti con un aumento dei costi di produzione. Secondo la ricerca dell’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese Sardegna, realizzata su dati Unioncamere-Infocamere e Agenzia delle Entrate, il settore dei coni, delle coppette, delle granite, dei ghiaccioli e dei sorbetti in Sardegna raggiunge un valore di circa 37 milioni di euro. La stessa analisi evidenzia una crescita del costo dei gelati fino al 40% tra energia e materie prime, mentre una famiglia spende mediamente 50 euro l’anno per questi prodotti.

Gli aumenti riguardano diversi ingredienti utilizzati nelle ricette. A giugno 2026 le uova registrano un incremento del 43% rispetto alla media del 2021 e dell’8% rispetto a giugno 2025, mentre la frutta cresce del 32% sul 2021 e del 2% sullo stesso mese del 2025. Lo zucchero segna un aumento del 31% rispetto al 2021, anche se risulta in calo del 2% rispetto a giugno 2025, mentre il latte cresce del 25% sul 2021 e diminuisce del 2% rispetto a giugno 2025. Cacao e cioccolato restano stabili rispetto a giugno 2025, ma risultano più costosi del 22% rispetto al 2021.

Il settore delle gelaterie artigianali continua a crescere

Nonostante gli aumenti delle materie prime, il settore continua a registrare segnali di espansione. A Reggio Emilia Lapam Confartigianato sottolinea che il comparto ha continuato a crescere negli ultimi anni in Emilia Romagna e in particolare nella provincia reggiana, evidenziando il ruolo delle gelaterie artigianali nel territorio. La crescita si accompagna alla necessità di sostenere le attività che producono gelato con lavorazioni artigianali e che devono gestire costi più elevati per ingredienti ed energia.

In Sardegna sono 173 i laboratori di gelateria che producono coni, coppette, granite, ghiaccioli e sorbetti, contribuendo a un mercato estivo che mantiene un valore economico rilevante. Il presidente di Confartigianato Sardegna, Giacomo Meloni, ha indicato la necessità di proteggere il gelato artigianale dalle imitazioni non artigianali, mentre il confronto sulla denominazione dedicata al prodotto italiano prosegue con l’obiettivo di definire una tutela specifica.

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