Iphone 18 Pro a 1.600 euro in Italia? L'analisi del Wall Street Journal e la conferma di Tim Cook

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Il prossimo iPhone 18 Pro, secondo una proiezione pubblicata dal Wall Street Journal, potrebbe arrivare in Italia con un prezzo di partenza intorno ai 1.600 euro, un'ipotesi che ha subito fatto discutere gli appassionati del settore e non solo. Questa stima, come si legge nell'analisi del quotidiano americano, si basa sull'impennata dei costi delle memorie DRAM e NAND, componenti ormai cruciali non solo per gli smartphone ma per l'intero mercato dell'elettronica, e la cui pressione sui listini è diventata un tema centrale per i grandi produttori.

L'aumento dei costi dei componenti e le parole di Tim Cook

A gettare ulteriore luce sulla questione sono state le dichiarazioni rilasciate dall'amministratore delegato di Apple, Tim Cook, in un'intervista proprio al Wall Street Journal, dove ha definito gli aumenti dei prezzi come "inevitabili" per compensare il rincaro dei chip di memoria e archiviazione. Cook ha spiegato che l'azienda ha cercato in tutti i modi di proteggere i clienti da questi rincari, assorbendo parte dei costi, ma che la situazione è ormai divenuta "insostenibile", spinta da una domanda senza precedenti generata dai data center per l'intelligenza artificiale.

Il mercato delle memorie, come confermato da diverse fonti, sta vivendo una fase di forte tensione: i prezzi della DRAM, ad esempio, sarebbero più che raddoppiati dall'ottobre del 2025, e la corsa all'AI ha ulteriormente aggravato uno squilibrio tra domanda e offerta che non accenna a placarsi. Questa situazione ha spinto molti produttori di semiconduttori, come Samsung e Micron, a dirottare la produzione verso chip ad alte prestazioni per server, riducendo di fatto la disponibilità per l'elettronica di consumo e facendo schizzare i prezzi.

Le stime del Wall Street Journal: da 1.299 a 1.399 dollari

Per quantificare l'impatto di questa crisi sul prossimo iPhone di fascia alta, il Wall Street Journal si è avvalso delle stime elaborate dalla società di ricerca TechInsights, costruendo un modello che confronta i costi dell'attuale iPhone 17 Pro con quelli previsti per il modello del 2026. Secondo queste proiezioni, il costo della memoria DRAM da 12 GB, che per l'iPhone 17 Pro si aggirava intorno ai 39 dollari, potrebbe salire a 145 dollari per l'iPhone 18 Pro, mentre la memoria NAND da 256 GB passerebbe da 13 a 51 dollari.

Complessivamente, il costo industriale del dispositivo aumenterebbe di circa il 25%, passando da 582 a 726 dollari, e per mantenere i margini di profitto attuali, Apple dovrebbe alzare il prezzo di vendita negli Stati Uniti a circa 1.371 dollari. Tuttavia, il Wall Street Journal ritiene più probabile che l'azienda opti per un prezzo arrotondato, ipotizzando un listino di partenza di 1.299 dollari (che garantirebbe comunque un margine lordo del 44%) o addirittura di 1.

399 dollari o superiore, qualora venisse confermato anche l'aumento dei costi per il nuovo sistema fotografico, stimato dal noto analista Ming-Chi Kuo intorno al 50% in più rispetto alla generazione precedente.

La proiezione sul mercato italiano e le variabili in gioco

Traslando queste ipotesi sul mercato italiano, il Wall Street Journal ha provato a fare una proiezione, considerando che l'iPhone 17 Pro parte oggi da 1.339 euro, mentre negli Stati Uniti il prezzo di partenza è di 1.099 dollari, con un rapporto tra i due listini di circa 1,218. Applicando questo stesso rapporto all'ipotetico prezzo americano di 1.299 dollari, si arriverebbe a un prezzo in Italia di circa 1.582 euro, mentre nello scenario da 1.399 dollari, il costo potrebbe oscillare tra 1.599 e 1.700 euro.

Sebbene la prospettiva di un iPhone Pro da 1.600 euro rappresenti uno scenario concreto e supportato da dati, è importante ricordare che si tratta pur sempre di una simulazione e che diversi fattori potrebbero influenzare il prezzo finale. Apple, in quanto uno dei maggiori acquirenti mondiali di memorie, potrebbe beneficiare di contratti di fornitura di lungo periodo che attenuano le oscillazioni del mercato, oppure potrebbe decidere di assorbire parte dell'aumento dei costi riducendo temporaneamente i margini sull'hardware.

L'azienda, come emerge anche dalle ultime comunicazioni finanziarie, potrebbe poi compensare queste perdite attraverso la vendita di servizi, accessori e una maggiore fidelizzazione degli utenti al proprio ecosistema, ma il monito lanciato dal Wall Street Journal e le parole dello stesso Cook rendono l'ipotesi di un sostanzioso rincaro tutto fuorché remota.

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