Rai, discussioni sulla circolare del "super-controllore"

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La Rai, la principale emittente televisiva italiana, è al centro di una nuova controversia. La recente circolare dell'amministratore delegato Gianpaolo Rossi, che impone la presenza di un supervisore esterno per tutti i programmi giornalistici, ha scatenato un acceso dibattito. La misura, definita "norma Report", è stata percepita da molti come un tentativo di limitare la libertà editoriale, in particolare quella del programma "Report", noto per le sue inchieste coraggiose e spesso scomode.

Il sindacato dei giornalisti Rai, l'Usigrai, ha immediatamente denunciato la decisione, sostenendo che essa rappresenti un attacco diretto all'indipendenza dei giornalisti. La replica dell'Unirai, il sindacato dei giornalisti del servizio pubblico, non si è fatta attendere, minimizzando le preoccupazioni e definendo infondati gli allarmismi. Tuttavia, le polemiche non si sono placate, anzi, sono state alimentate dalle dichiarazioni di esponenti politici come Maurizio Gasparri, che ha chiesto l'allontanamento di Sigfrido Ranucci, il volto di "Report".

La circolare, inviata lo scorso venerdì, stabilisce che ogni programma debba avere un responsabile editoriale, un capo struttura che ne controlli il percorso. Questa decisione, secondo i critici, è un chiaro tentativo di mettere il bavaglio ai programmi più critici e indipendenti. La Rai, dal canto suo, ha cercato di difendere la misura, sostenendo che essa rientra in una pratica comune di "segregazione dei poteri", volta a garantire maggiore trasparenza e responsabilità.

Le reazioni non si sono fatte attendere. Da una parte, i sostenitori della misura ritengono che essa possa migliorare la qualità e l'affidabilità dei programmi giornalistici, dall'altra, i detrattori vedono in essa un pericoloso precedente che potrebbe minare la libertà di stampa.

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