Scontri e perquisizioni dopo il derby di Genova

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Sport Redazione Sport   -   A Genova, all'alba di oggi, la Digos ha effettuato sette perquisizioni nelle abitazioni di altrettanti ultras, tre sampdoriani e quattro rossoblù, in seguito agli scontri avvenuti durante il derby di Coppa Italia tra Genoa e Sampdoria. Gli agenti hanno sequestrato capi di abbigliamento e telefoni cellulari, nel tentativo di trovare riscontri sulla partecipazione dei tifosi ai tafferugli che hanno preceduto e seguito l'incontro.

Gli incidenti, avvenuti nei pressi dello stadio di Marassi, hanno lasciato un bilancio pesantissimo: 48 feriti, di cui 36 tra gli agenti delle forze dell'ordine. La giornata di guerriglia urbana ha visto il personale delle forze dell'ordine, impegnato nei servizi di ordine pubblico, vittima di aggressioni da parte di frange violente di tifosi, in un'escalation di disordini che ha portato al caos cittadino e al danneggiamento di veicoli.

La Segreteria Regionale Liguria e quella di Sezione del 1° Reggimento Piemonte del SIM Carabinieri hanno espresso profonda condanna per i gravi episodi di violenza accaduti ieri sera. Ancora una volta, il personale delle forze dell'ordine è stato costretto a fronteggiare situazioni di estrema tensione, mettendo a rischio la propria incolumità per garantire la sicurezza pubblica.

Nel frattempo, il Genoa rischia di dover giocare la prossima partita contro la Juventus a porte chiuse, in attesa della decisione delle autorità competenti.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.