Netanyahu licenzia Gallant, terremoto politico in Israele

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha annunciato il licenziamento del ministro della Difesa Yoav Gallant, una decisione che ha scatenato proteste di massa a Tel Aviv e Gerusalemme, con centinaia di manifestanti scesi in piazza e almeno 40 arresti. La motivazione ufficiale fornita da Netanyahu è la "scarsa fiducia" nei confronti di Gallant, con cui aveva divergenze da mesi, nonostante il lavoro gomito a gomito all'interno del partito Likud. Gallant, infatti, era da tempo un collaboratore scomodo, distante dalle posizioni della destra radicale e critico verso il premier, soprattutto riguardo alle riforme del sistema giudiziario proposte da Netanyahu.

Secondo indiscrezioni, Netanyahu avrebbe anche intenzione di licenziare i vertici dell'Esercito e dello Shin Bet, il servizio di intelligence interna, in un tentativo di consolidare il controllo sulle istituzioni di sicurezza del paese. La rimozione di Gallant, che era già stato temporaneamente sollevato dall'incarico prima della guerra, rappresenta un ulteriore passo verso la centralizzazione del potere nelle mani del primo ministro.

La decisione di Netanyahu arriva in un momento di grande tensione politica e sociale in Israele, con migliaia di persone che continuano a protestare contro le politiche del governo. La situazione è ulteriormente complicata dalla recente messa al bando dell'Unrwa, l'agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi, da parte dello Stato ebraico, una mossa che ha suscitato forti critiche a livello internazionale.

Nel frattempo, il nuovo ministro della Difesa sarà Israel Katz, mentre Gideon Saar assumerà l'incarico di ministro degli Esteri.

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