Carburanti, il diesel in autostrada torna sopra i due euro al litro dopo lo stop allo sconto sulle accise

Carburanti, il diesel in autostrada torna sopra i due euro al litro dopo lo stop allo sconto sulle accise
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Redazione Economia Redazione Economia   -   Prosegue senza sosta, anzi con un'accelerazione, la risalita dei prezzi dei carburanti in Italia, un movimento che ha preso il via immediatamente dopo il termine del taglio sulle accise, la cui scadenza è stata fissata per il 3 luglio. Il secondo giorno consecutivo di rialzi ha portato il gasolio in modalità self service sulla rete autostradale a superare la soglia, tanto psicologica quanto simbolica, dei due euro al litro.

Secondo gli ultimi dati diffusi dall'Osservatorio prezzi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, aggiornati a domenica 5 luglio, il prezzo medio del gasolio self in autostrada ha raggiunto quota 2,004 euro al litro, un valore che segna un incremento rispetto a 1,978 euro del giorno precedente.

I numeri dei rincari tra strade e autostrade

Il quadro tracciato dal Mimit è chiaro e fotografa un andamento in rialzo su tutta la rete nazionale, seppur con intensità differenti. Sulla rete stradale, che rappresenta il riferimento quotidiano per la maggior parte degli automobilisti, il prezzo medio della benzina self è salito a 1,841 euro al litro, rispetto a 1,820 euro di sabato 4 luglio, mentre il gasolio è arrivato a 1,922 euro al litro, in crescita da 1,899 euro.

Più marcato l'impatto sulle autostrade, dove il rincaro degli ultimi due giorni si somma a una base di partenza strutturalmente più alta a causa dei maggiori costi di gestione delle aree di servizio. Oltre al gasolio, che ha varcato la soglia dei due euro, anche la benzina self in autostrada ha fatto segnare un netto rialzo, passando a 1,932 euro al litro, contro 1,907 euro di sabato.

Il contesto della fine dello sconto

Questi aumenti rappresentano l'effetto più immediato e visibile del ritorno alla piena aliquota delle accise, una misura che era stata introdotta per alleggerire la pressione fiscale sul costo del carburante. Lo sconto, che considerando anche l'Iva valeva 6,1 centesimi di euro al litro, era stato concesso con un decreto dello scorso 5 giugno, il quale aveva disposto la rideterminazione delle aliquote di accisa fino al 3 luglio.

La scadenza del provvedimento era nota da settimane e gli analisti avevano previsto un ritorno dei prezzi ai livelli precedenti lo sconto, un'eventualità che si è puntualmente verificata, come evidenziato anche dalle stime diffuse prima del termine del provvedimento, che prospettavano per il gasolio autostradale un prezzo medio intorno ai 2,02 euro al litro.

Le prospettive del settore

In questo scenario di rincari, che ha già portato a un aumento di circa due euro per un pieno da 50 litri in soli due giorni, il mondo dell'industria petrolifera guarda al medio periodo con un cauto ottimismo.

Gianni Murano, presidente dell'Unem (l'associazione che rappresenta le aziende del settore), ha espresso fiducia in una possibile normalizzazione dei prezzi nei prossimi mesi, a condizione che il contesto geopolitico non registri nuove e improvvise tensioni, specialmente in aree nevralgiche come il Golfo Persico, che potrebbero nuovamente mettere sotto pressione le quotazioni internazionali del greggio e dei derivati.

La sua riflessione si inserisce in un dibattito più ampio sulla sicurezza energetica europea, con l'Italia che, come evidenziato dallo stesso Murano in altre sedi, si trova ad affrontare la sfida di ridurre la dipendenza da fornitori esteri e di dotarsi di infrastrutture più resilienti, in un momento in cui il paradigma energetico sta cambiando rapidamente.

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