Terni si ferma per l’ultimo saluto a Ilaria Sula, mentre le indagini si allargano alla madre dell’assassino
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Redazione Interno
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Fiori freschi, peluche, biglietti scritti a mano. Davanti alla casa di viale dello Stadio 5, dove Ilaria Sula viveva con la famiglia prima di trasferirsi a Roma per studiare, il cordoglio si manifesta in piccoli gesti silenziosi. Sopra un muretto, uno striscione – condiviso su Instagram dal fratello Leon – recita: «Se … Ilaria ritorna a casa, Terni si ferma». E così è stato. Oggi, mentre la città umbra chiude le attività in segno di lutto, i negozi espongono cartelli di solidarietà, le saracinesche rimangono abbassate, le luci spente. Un intero territorio piegato dal dolore per la ragazza di 22 anni, uccisa dall’ex fidanzato Mark Samson nell’appartamento romano di via Homs, dove si era trasferita per frequentare l’università.
Le indagini, intanto, potrebbero coinvolgere anche Nors Manlapaz, madre del 24enne filippino già confessatosi colpevole del femminicidio. La Procura di Roma valuta l’ipotesi di accusarla di concorso in occultamento di cadavere, dopo che alcune testimonianze e le urla registrate dai vicini farebbero sospettare un suo coinvolgimento. La donna, che viveva nello stesso stabile col figlio e il marito Rik, sarà ascoltata in questura oggi, 7 aprile, lo stesso giorno in cui Terni celebrerà i funerali di Ilaria. Un atto di garanzia, necessario per chiarire ogni dinamica.




