Il padre di Ilaria Sula contro Mark Samson: "Assassino, ha perso tempo"

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Flamur Sula, il padre di Ilaria, la giovane di 22 anni uccisa a Roma lo scorso 25 marzo, non ha esitato a definire "assassino" Mark Antony Samson, l’ex compagno della figlia, reo confesso del femminicidio. La reazione è arrivata dopo che Samson, detenuto in attesa del processo, ha inviato una lettera alla famiglia chiedendo perdono per il gesto compiuto. "Le scuse non esistono. Quello che ha scritto non mi interessa", ha dichiarato con voce rotta dalla rabbia, sottolineando che nessuna giustificazione potrà mai cancellare l’orrore di quanto accaduto.

Anche la madre, Gezime, ha espresso la sua indignazione, definendo "vergognoso" il tentativo di pentimento dell’uomo. "Samson ci ha scritto una lettera di scuse, ma è solo un’ulteriore offesa alla memoria di mia figlia", ha aggiunto, ricordando come Ilaria fosse "una ragazza forte, piena di sogni", stroncati da un atto di violenza incomprensibile. La famiglia, assistita dall’avvocato Giuseppe Sforza, ha ribadito che non esiste spazio per alcuna forma di riconciliazione, né per attenuanti che possano sminuire la gravità del crimine.

Nella missiva, Samson avrebbe ammesso di aver "perso il controllo", attribuendo il gesto a un raptus. Parole che, però, suonano come un’ammissione tardiva e inaccettabile per i genitori di Ilaria, che continuano a chiedere giustizia per la figlia, ricordata da un’intera città come "meravigliosa". La vicenda, oltre a riaccendere il dibattito sulla violenza di genere, riporta l’attenzione sulle dinamiche dei femminicidi, troppo spesso legati a relazioni tossiche in cui la possessività degenera in tragedia.

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