Ilaria Sula, Mark Samson non convince i magistrati e chiede un nuovo interrogatorio
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Redazione Interno
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«Io e Ilaria non riuscivamo a stare separati, ed è come se quella pausa non ci fosse mai stata». Così Mark Samson ha cercato di spiegare ai magistrati il suo rapporto con la giovane uccisa, descrivendo un legame che, a suo dire, non si era mai davvero spezzato. Ma le contraddizioni emerse durante l’interrogatorio, insieme alle numerose menzogne con cui ha tentato prima di proteggere se stesso e poi i genitori, hanno insinuato il dubbio che in realtà la pedinasse da tempo, fin dal momento della loro rottura. Un comportamento che, secondo quanto riferito anche da un suo amico, potrebbe aver avuto un ruolo decisivo nella tragica dinamica del delitto.
Intanto, a emergere è un altro tassello inquietante: il tentativo di Samson di depistare le indagini, utilizzando l’immagine di un ragazzo conosciuto da Ilaria su Tinder. «Quella foto è mia – ha raccontato il giovane, la cui identità è stata tutelata –, Mark l’ha presa dal mio profilo per far credere alle amiche di Ilaria che fosse scappata con me a Napoli». L’uomo, originario della Campania ma residente a Roma, ha voluto chiarire la sua posizione dopo che il nome, seppur non reso pubblico, era stato strumentalmente associato alla vicenda. «Ero al lavoro quando hanno cominciato a scrivermi, chiedendomi se fossi con lei. Mi sono spaventato, ho capito che qualcuno voleva coinvolgermi in una storia di cui non sapevo nulla».
Samson, secondo quanto ricostruito, avrebbe utilizzato quell’immagine per alimentare una falsa pista, suggerendo che la vittima avesse deciso di allontanarsi volontariamente. Una strategia che, tuttavia, si è rivelata inefficace di fronte alle prove raccolte dagli investigatori, tra cui le incongruenze nei suoi spostamenti e le testimonianze di chi lo aveva visto aggirarsi nei luoghi frequentati da Ilaria.




