Mark Samson scrive ai genitori di Ilaria Sula: «Scusatemi, ho perso il controllo»
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Redazione Interno
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Dalla cella del carcere di Regina Coeli, dove è rinchiuso in attesa di giudizio, Mark Samson ha inviato una lettera ai genitori di Ilaria Sula, la 22enne uccisa lo scorso marzo in quello che gli inquirenti ricostruiscono come un femminicidio. Il testo, mostrato in esclusiva dal Tg1, contiene una richiesta di perdono che i familiari della vittima hanno già respinto senza esitazione. «Scrivo dalla mia cella, dove resterò per svariati anni», ha scritto il 23enne, confessandosi autore del delitto e aggiungendo di non comprendere appieno «cosa mi sia accaduto».
Le sue parole, tuttavia, stridono con il racconto di chi lo ha frequentato nei giorni successivi all’omicidio. Un amico, che lo ha ospitato per tre notti senza sospettare nulla, lo descrive come «un mostro»: «Diceva di essere triste perché Ilaria lo aveva lasciato, ma rideva e scherzava come al solito». Persino in questura, dove si era recato per denunciare la scomparsa della ragazza, aveva mantenuto un comportamento che ora appare cinico. Nel portafogli, intanto, conservava ancora la patente della vittima.
Gli investigatori, che stanno ricostruendo i movimenti di Samson dopo il delitto, ipotizzano che non abbia agito da solo. Secondo fonti vicine alle indagini, un complice – forse un conoscente o un familiare – lo avrebbe aiutato a trasportare il corpo dentro una valigia fino all’auto, per poi raggiungere la piazzola di monte Guadagnolo, dove i resti sono stati gettati in una scarpata.




