L'Antitrust colpisce i call center ingannevoli: sanzioni da oltre mezzo milione
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Redazione Economia
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L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha chiuso un'importante inchiesta, infliggendo sanzioni per un totale superiore ai cinquecentomila euro a sei società di telemarketing operanti, in particolare, nei settori energetico e delle telecomunicazioni. Le multe, che ammontano complessivamente a 520.000 euro, rappresentano una risposta concreta a quelle pratiche commerciali scorrette, purtroppo diffuse, che per anni hanno vessato i consumatori italiani con telefonate aggressive e fuorvianti. L'accertamento dell'Antitrust ha messo nero su bianco le condotte illecite, dimostrando come le aziende sanzionate contattassero gli utenti basandosi su informazioni palesemente ingannevoli.
Le modalità delle chiamate aggressive
Le società, come emerso dagli atti dell'Autorità, costruivano la propria attività commerciale su una comunicazione opaca e fuorviante, la quale, celando la reale identità del chiamante o l'oggetto specifico della proposta, mirava a condurre l'utente verso una sottoscrizione affrettata. Spesso, infatti, si millantava una convenienza economica inesistente o si offriva un servizio presentandolo come un aggiornamento del contratto in essere, piuttosto che come una nuova e costosa attivazione. Queste tattiche, che gli investigatori hanno ricostruito minuziosamente, hanno spinto numerose persone a stipulare accordi svantaggiosi, senza averne piena consapevolezza.
Il dettaglio delle sanzioni e il contesto normativo
Nel dettaglio delle sanzioni, come specificato nella nota ufficiale, due società, la Titanium Srl e la Fire Srl, dovranno pagare ciascuna 160.000 euro, mentre ad altre è stata comminata una multa di 120.000 euro. L'intervento regolatorio, seppur significativo, si inserisce in un quadro in cui il cosiddetto "teleselling selvaggio" non è ancora debellato, nonostante le recenti regole introdotte dall'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni. Molti di coloro che subiscono queste chiamate, infatti, continuano a segnalare il persistere del fenomeno, il che lascia intendere come la strada della repressione amministrativa, sebbene necessaria, debba essere affiancata da altri strumenti.
Una vittoria parziale per le associazioni dei consumatori
La decisione è stata accolta come una "prima parziale vittoria" dalle associazioni dei consumatori, che si erano costituite parte nel procedimento. L'avvocato Massimiliano Dona, presidente dell'Unione Nazionale Consumatori, pur definendo "ottima notizia" l'irrogazione delle sanzioni, ha tuttavia sottolineato come essa da sola non possa essere risolutiva. Secondo quanto da lui dichiarato, servirebbero interventi legislativi più incisivi per arginare definitivamente un fenomeno che erode la fiducia nel mercato e lede i diritti fondamentali delle persone, spesso prese di mira in momenti di vulnerabilità. L'episodio, dunque, segna un punto fermo nelle inchieste delle autorità, ma anche un monito sulla complessità di una battaglia che è tutt'altro che conclusa.




