Edmondo Cirielli: «Siamo in trattativa per comprare gas da un nuovo partner»

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il quadro internazionale, già segnato da tensioni e da un’instabilità crescente che si riverbera inevitabilmente sulle economie nazionali, impone scelte rapide e il governo, attraverso le parole del viceministro Edmondo Cirielli, ha voluto tracciare i contorni di una strategia energetica che procede su un doppio binario. Da un lato, infatti, c’è la conferma – arrivata al termine di una giornata politica che aveva visto il confronto sul referendum – che non vi è alcuna intenzione di mettere in discussione la tenuta dell’esecutivo: nessuna apertura a elezioni anticipate, con la priorità dichiarata che resta ancorata ai pilastri della stabilità politica, economica e della sicurezza energetica. Dall’altro lato, ed è forse l’aspetto più concreto dell’annuncio, Cirielli ha rivelato l’esistenza di una trattativa in corso per acquisire gas da un nuovo fornitore. Un partner, lo ha definito il viceministro, senza scendere in dettagli ma fornendo la misura di una ricerca di diversificazione che, in un momento storico in cui gli equilibri globali sono in rapida trasformazione, diventa un elemento centrale per la tenuta del sistema-Paese.

Il nodo della basilica e il passo vaticano dopo lo stop a Pizzaballa

A poche decine di ore dallo “spiacevole episodio” che ha visto il cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca di Gerusalemme dei Latini, e padre Francesco Ielpo, custode di Terra Santa, bloccati dalle autorità israeliane mentre tentavano di accedere alla Basilica del Santo Sepolcro per i riti della Domenica delle Palme, il Vaticano ha deciso di convocare l’ambasciatore israeliano presso la Santa Sede, Yaron Sideman. L’incontro, che si è tenuto oggi, 30 marzo, è stato condotto dal cardinale segretario di Stato Pietro Parolin, affiancato da monsignor Paul R. Gallagher, segretario per i Rapporti con gli Stati. La Sala Stampa vaticana, tramite il proprio canale Telegram, ha reso noto che al centro del colloquio vi era proprio quell’episodio accaduto il giorno prima, per il quale Parolin ha espresso il rammarico della Santa Sede. Un gesto, quello del segretario di Stato, che traduce in forma diplomatica una tensione palpabile: la garanzia, seppur con accessi limitati, delle celebrazioni pasquali all’interno della Basilica, è stata trovata dopo lo stop iniziale e rappresenta un punto di partenza per ricucire uno strappo che poteva avere conseguenze più ampie.

Le celebrazioni pasquali garantite e il clima d’insicurezza che resta

Sullo sfondo di questo incidente diplomatico – che ha visto il Vaticano costretto a un intervento diretto per ristabilire un equilibrio minimo – restano però le condizioni di una quotidianità difficile per i cristiani in Terra Santa. Il Patriarcato latino di Gerusalemme e la Custodia di Terra Santa hanno infatti confermato che le questioni legate ai riti della Settimana Santa e della Pasqua nella Chiesa del Santo Sepolcro sono state risolte in coordinamento con le autorità. Una soluzione, quella raggiunta, che evita il ripetersi di un blocco simbolico come quello subito da Pizzaballa, ma che non cancella la percezione di un’ostilità crescente nella regione. Dai sacerdoti e religiosi cristiani presi di mira nella Città Vecchia agli attacchi che hanno colpito le comunità a Gaza e in Cisgiordania, il clima d’insicurezza resta evidente. L’intesa sul Santo Sepolcro, insomma, viene letta come un segnale contro questa ostilità, ma non ne cancella le radici profonde, che affondano in un contesto di conflitti e tensioni difficili da ricomporre con singoli atti diplomatici.

Le scelte del governo tra sicurezza energetica e stabilità politica

Mentre il Vaticano gestiva con attenzione il fronte mediorientale, a Roma il viceministro Cirielli ha ribadito una linea di governo che lega indissolubilmente la sicurezza energetica alla stabilità politica. Il tema del gas, in particolare, diventa in questo quadro una leva strategica: l’avvio di una trattativa con un nuovo partner si inserisce in una logica di diversificazione delle fonti e dei fornitori, un percorso che il governo intende perseguire senza lasciarsi condizionare dalle spinte referendarie o dalle pressioni per un ricorso anticipato alle urne. L’esecutivo, nelle parole di Cirielli, sceglie di concentrarsi su ciò che definisce le priorità nazionali – economia, stabilità e approvvigionamenti – in uno scenario internazionale segnato da cambiamenti profondi, incluso il ritorno di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti. Un contesto, questo, in cui ogni mossa sul fronte energetico assume un peso specifico maggiore, e la capacità di stringere accordi con nuovi partner diventa un indicatore della solidità di una strategia che non intende farsi distrarre dalle turbolenze politiche interne.

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