Villatora di Saonara, Enrico Marigo davanti al gip per la morte della suocera 96enne

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Prima la confessione al telefono, poi, una volta in caserma dai carabinieri, la decisione di avvalersi della facoltà di non rispondere. Enrico Marigo, 70 anni, pensionato incensurato, ha cambiato linea difensiva nel giro di poche ore. Ha sollevato dall’incarico l’avvocato d’ufficio Enrico Cogo, del foro di Padova, per nominare Francesco Russo, legale di Santa Maria Capua Vetere, specializzato in diritto di famiglia. Con lui ha concordato la strategia da tenere davanti al giudice per le indagini preliminari.

L’udienza di convalida davanti al gip Alcaro

L’interrogatorio di convalida si tiene martedì 15 settembre davanti al gip Alcaro. La procura ha chiesto la custodia cautelare in carcere. Marigo si trova nella casa circondariale Due Palazzi di Padova. All’uscita dall’udienza, il suo avvocato ha spiegato che l’assistito è molto provato e si rende pienamente conto di quanto accaduto. Non ci sarebbe stata alcuna ritrattazione rispetto alla confessione iniziale.

I fatti risalgono a domenica 13 settembre, poco dopo l’ora di pranzo, nell’abitazione di via Bolzano a Villatora di Saonara, in provincia di Padova. Maria Zanasca, 96 anni, era allettata da tempo e soffriva di demenza senile. Da circa un anno e mezzo viveva con la figlia Cinzia Zamboni e il genero, che si erano trasferiti nella sua casa per assisterla. Quel giorno la donna era uscita per andare a trovare il figlio a Padova. Marigo è rimasto solo con la suocera. Dopo l’ennesima richiesta irrazionale dell’anziana, le ha messo le mani sul naso e sulla bocca, premendo fino a soffocarla.

Poi ha chiamato il 112: «L’ho uccisa, ho perso la calma, non ne potevo più».

L’accusa di omicidio volontario aggravato

Marigo deve rispondere di omicidio volontario aggravato. Secondo l’impostazione accusatoria, al delitto vengono contestate la convivenza stabile e continuativa con la vittima e la minorata difesa dell’anziana, affetta da una grave forma di demenza. L’articolo 577 del codice penale prevede l’ergastolo per l’omicidio commesso contro l’ascendente o contro la persona stabilmente convivente con il colpevole.

La circostanza della minorata difesa, disciplinata dall’articolo 61 numero 5, configura un’aggravante comune quando l’autore del reato approfitta di circostanze di tempo, di luogo o di persona, anche in riferimento all’età, tali da ostacolare la difesa della vittima. La Cassazione, con una pronuncia del 2016, ha chiarito che l’aggravante va valutata specificamente in relazione all’età senile e alla debolezza fisica della persona offesa.

Sul corpo della 96enne il medico legale Antonello Cirnelli non ha trovato segni di percosse né tentativi di difesa. La casa è apparsa in ordine, nessuno stato di abbandono. I carabinieri della Compagnia di Piove di Sacco e del Nucleo investigativo di Padova hanno eseguito i rilievi sotto la direzione del sostituto procuratore Marco Brusegan.

La richiesta di aiuto e la risposta del Comune

Cinzia Zamboni ha difeso il marito: «Mio marito è una brava persona, un ottimo marito, un buon padre e un bravo nonno». Ha raccontato delle difficoltà nell’assistenza alla madre: «Ci hanno abbandonato, quelli che dovevano aiutarci con mia madre. Io avevo detto che mia mamma stava male, che aveva bisogno di assistenza». Secondo la moglie, la famiglia avrebbe chiesto aiuto attraverso la valutazione prevista per l’assistenza agli anziani, senza però ottenere un punteggio sufficiente.

La sindaca di Saonara, Michela Lazzaro, ha replicato: «Lo scorso febbraio la famiglia di via Bolzano 9 è venuta in Municipio chiedendo la possibilità di inserire Maria Zanasca in una lista d’attesa per un posto in una Rsa. L’Ulss, che stabilisce le graduatorie, ha valutato in una certa maniera la posizione della signora per diversi fattori: in primo luogo vivendo con due persone autosufficienti seppur non giovanissime, si abbassa il livello di criticità. Questo dettaglio ha rallentato il percorso di inserimento».

La prima cittadina ha aggiunto che quando la figlia dell’anziana si è presentata in Comune non ha dipinto la situazione in maniera drammatica e che non è emerso alcun disagio sociale.

Il quadro demografico e assistenziale

In Veneto il numero degli ultraottantenni è aumentato del 25% negli ultimi dieci anni. A livello nazionale, secondo il Libro Bianco sulla Cronicità e la Non Autosufficienza, gli over 65 rappresentano il 25,1% della popolazione e la spesa per la non autosufficienza ha superato i 30 miliardi di euro annui. La speranza di vita in buona salute si ferma a 58 anni, mentre quella complessiva sfiora gli 84. Il sistema è sorretto da oltre 8,5 milioni di caregiver familiari e da più di 800 mila badanti, con una spesa privata che arriva a 45 miliardi di euro all’anno.

La Regione Veneto ha annunciato l’introduzione della figura dell’assistente di comunità, un operatore sociale di prossimità formato per supportare anziani e persone fragili nella vita quotidiana, con l’obiettivo di rafforzare l’assistenza domiciliare e ridurre l’istituzionalizzazione.

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