La migliore pizza d'Europa? A Londra, da Napoli on the road

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Londra non è solo la capitale del Regno Unito, ma da tre anni a questa parte è anche la capitale indiscussa della pizza europea. A decretarlo è la guida 50 Top Pizza Europa, che nella serata di lunedì 29 giugno, durante una cerimonia ospitata al Bernabéu Market di Madrid, ha incoronato per il terzo anno consecutivo Napoli on the Road come la migliore pizzeria del continente, esclusa naturalmente l'Italia.

Un verdetto che, a guardare la classifica, conferma una tendenza ormai consolidata: la pizza napoletana, nella sua versione contemporanea, viaggia e si fa apprezzare ben oltre i confini nazionali, conquistando palati e critica nelle capitali europee.

Il trionfo londinese di Michele Pascarella

Il riconoscimento porta la firma di Michele Pascarella, il pizzaiolo che a Londra ha saputo costruire un piccolo impero della pizza, forte ora di tre sedi: dopo quelle di Chiswick e Richmond, l'ultima apertura nel quartiere di Soho ha ulteriormente consolidato la presenza del marchio nella città. Ed è proprio questo momento di espansione, unito alla costanza nella qualità, ad aver convinto i giudici della guida, che hanno assegnato a Pascarella la palma di migliore d'Europa.

La scelta di Londra come avamposto di questa eccellenza non è casuale, perché la città si conferma un laboratorio internazionale dove tradizione e innovazione si incontrano, e dove la pizza napoletana viene elevata a un livello di sofisticatezza che pochi altri centri al mondo possono vantare.

Il podio tra Spagna e Francia

A completare il podio di questa edizione 2026 ci sono due insegne che, a loro modo, raccontano altrettante storie di successo del made in Italy all'estero. Al secondo posto si piazza Baldoria, che ha sede proprio nella capitale spagnola, Madrid, a dimostrazione di come la penisola iberica sia diventata un terreno fertile per la pizza di qualità.

La terza posizione, invece, va a IMperfetto di Puteaux, in Francia, un'altra conferma che la pizza italiana, quando è interpretata con maestria e rispetto delle materie prime, può competere ai massimi livelli ovunque, persino in territori con una forte tradizione gastronomica locale come quella francese. La classifica, insomma, fotografa un'Europa a stelle e strisce di pizza, dove i confini si assottigliano e a fare la differenza è solo la qualità nel piatto.

I premi speciali e la pizza dell'anno

Oltre alla classifica generale, la serata di Madrid ha riservato altri riconoscimenti che meritano attenzione. Il titolo di Pizza Maker of the Year è stato assegnato a Gaspare Squitieri di Pizza Zulu, un premio che sottolinea il talento e la dedizione del pizzaiolo nel suo lavoro quotidiano. La Pizza of the Year, invece, è la Marinara di Surt, una scelta che premia la semplicità e la capacità di esaltare un classico della tradizione partenopea con interpretazioni moderne e tecniche all'avanguardia.

Questi premi, insieme alla vittoria di Napoli on the Road, tracciano il profilo di una pizza che non è più solo un piatto popolare, ma una vera e propria espressione culturale, capace di unire territori e generazioni.

Una guida che guarda al futuro

La classifica 50 Top Pizza Europa 2026, giunta ormai a un livello di autorevolezza riconosciuto a livello internazionale, non si limita a stilare una graduatoria, ma racconta l'evoluzione di un settore in continua fermento. L'investimento su studio, tecniche e materie prime da parte di professionisti che operano in ogni angolo del continente è il filo conduttore che lega tutte le pizzerie presenti in lista.

E se il primo posto è andato ancora una volta a Londra, è il segnale che la pizza italiana, nel mondo, ha trovato interpreti capaci di portarne alto il nome senza snaturarne l'essenza, confermando che la strada intrapresa da Pascarella e dai suoi colleghi è quella giusta per garantire un futuro luminoso a questo piatto simbolo dell'italianità.

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