Faggin torna in Italia e investe a Padova in P49, l’hub dell’Ai “umanocentrica”

Faggin torna in Italia e investe a Padova in P49, l’hub dell’Ai “umanocentrica”
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Redazione Economia Redazione Economia   -   Altro che buen retiro. Dopo aver lasciato la Silicon Valley e aver fatto ritorno in Italia, Federico Faggin, il fisico vicentino che nel 1971 progettò l'Intel 4004, il primo microprocessore commerciale della storia, inaugura un nuovo capitolo della sua straordinaria carriera.

Il luogo scelto non è un campus americano, ma il cuore del Nordest, a Padova, dove ha dato vita, insieme a un pool di professionisti, a P49, un polo di ricerca applicata e innovazione industriale nel campo dell'intelligenza artificiale che si propone di essere un punto di riferimento europeo per uno sviluppo tecnologico etico e incentrato sulla persona.

Un polo per l'intelligenza artificiale umanocentrica

L'idea che ha portato alla nascita di P49, una società benefit costituita lo scorso gennaio, era quella di creare un polo italiano dell'intelligenza artificiale con due caratteristiche fondamentali. La prima è che l'AI deve essere "nativa", ovvero nascere come componente integrante dell'architettura informatica e non essere semplicemente aggiunta a posteriori.

La seconda, e forse la più importante, è che questa tecnologia deve essere saldamente governata dall'uomo, un concetto che Faggin, che negli ultimi anni si è dedicato allo studio scientifico della coscienza e del libero arbitrio, ha sempre più teorizzato, mettendo in guardia dai rischi etici della perdita di senso critico per chi si affida ciecamente agli algoritmi.

I soci fondatori e la struttura di P49

A condividere questa scommessa con Faggin sono un gruppo di imprenditori e professionisti vicentini e padovani. Tra i soci fondatori figurano Andrea Camporese, che riveste il ruolo di chairman e ha un passato ai vertici della Fondazione Città della Speranza, Franco Masello, anch'egli tra i padri fondatori della stessa Fondazione, l'avvocato d'impresa Marco Greggio e l'imprenditore Oscar Staffoni.

La denominazione "P49" non è casuale, ma richiama i 49 processi codificati dallo standard internazionale per la gestione di progetti complessi, a testimonianza dell'approccio metodico e strutturato che la società intende applicare allo sviluppo dell'AI.

La visione etica e i progetti in cantiere

La filosofia che anima P49 è quella di un'intelligenza artificiale che amplifichi il pensiero umano senza sostituirlo, un concetto che il presidente Camporese ha reso con un'immagine efficace, paragonando l'AI al vento: non si può fermare, ma si possono utilizzare i suoi sistemi con un approccio etico, trasformando la tecnologia in valore per imprese e persone. Questa visione si traduce in progetti concreti già avviati in diversi settori.

Tra questi spicca Giurify, una piattaforma che assiste professionisti e aziende in ambito legale, basandosi su database giuridici certificati e validati da esperti, in netta contrapposizione con le AI generative che rispondono per probabilità statistica. Un altro progetto è Music Republic, una piattaforma pensata per artisti che vogliono produrre musica con l'AI, offrendo un catalogo originale e royalty-free per attività commerciali.

Il terzo progetto, denominato Miky, è invece un computer progettato per ospitare agenti di intelligenza artificiale che operano in autonomia, rendendo la tecnologia accessibile a tutti senza sacrificare la sicurezza e il controllo dei dati.

Una scommessa sul futuro del Nordest

Con un capitale sociale iniziale di 200mila euro e una ventina di addetti, P49 si prepara a un round di finanziamento in autunno. L'obiettivo dichiarato dei fondatori è quello di dimostrare che anche in Veneto, regione a forte vocazione manifatturiera, si può puntare con successo sulle tecnologie del futuro.

Il ritorno di Faggin in Italia, dopo 57 anni, e la sua scelta di investire a Padova rappresentano un segnale forte per il sistema paese, un tentativo di costruire un modello di crescita diverso per le imprese italiane, facendo leva sull'enorme patrimonio di conoscenze e cultura accumulato, e candidandosi a diventare un hub di formazione e innovazione capace di attrarre talenti, idee e capitali. La società è già dotata di un comitato etico che supervisionerà tutte le attività, con l'obiettivo che nulla veda la luce senza il suo via libera.

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