En-Nesyri e la Juventus, dal sì alla clamorosa frenata di mercato
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Redazione Sport
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Quando Marco Ottolini ha fatto ritorno dalla Turchia, le sensazioni che portava con sé erano, quantomeno, contrastanti. Quel viaggio, che nelle intenzioni della dirigenza bianconera avrebbe dovuto suggellare l’arrivo di Youssef En-Nesyri, si è invece trasformato nell’episodio che ha offuscato l’orizzonte, infittendo i dubbi invece di dissolverli. L’attaccante marocchino, infatti, non ha concesso l’ok definitivo che tutti a Torino attendevano; ha piuttosto scelto di prendere tempo, proprio durante l’ultimo colloquio con il direttore sportivo, momento in cui ci si aspettava la firma e l’immediato imbarco per l’Italia. Un’eventuale partenza, dunque, è slittata almeno alla prossima settimana, lasciando un’operazione apparentemente in discesa in un pericoloso stato di sospensione.
L'insidia dal passato: il ritorno di sirene spagnole
A complicare il quadro, rendendo le esitazioni del giocatore più comprensibili, si è inserito il concreto interesse del Siviglia. Il club andaluso, dove En-Nesyri ha vissuto alcune delle sue stagioni più prolifiche, sta tentando di convincerlo a un ritorno in Liga, proponendo un contesto a lui noto e che lo ha visto protagonista. Questo approccio, per quanto non abbia intaccato l’accordo di massima trovato tra la Juventus e il Fenerbahçe – basato su una formula di prestito oneroso con diritto di riscatto fissato intorno ai cinque milioni di euro, ben distante dai venti necessari per attivare la clausola rescissoria –, ha indubbiamente influito sulla riflessione del calciatore, gettando un’ombra su quella che sembrava una trattativa ormai conclusa.
Il nodo della formula contrattuale
Le perplessità dell’attaccante, del resto, non sembrano affatto legate a questioni marginali. Fonti vicine alla trattativa lasciano filtrare come la formula del prestito, pur con il diritto di riscatto in favore della Juventus, non lo abbia totalmente convinto, rappresentando forse una soluzione transitoria che non corrisponde appieno alle sue aspettative di stabilità. Una situazione che, se da un lato testimonia la scrupolosità con cui il giocatore sta valutando il proprio futuro professionale, dall’altro costringe la società piemontese a una scomoda attesa, mentre il mercato procede e le alternative si assottigliano.
La posizione in bilico della Juventus
La dirigenza juventina, che con Ottolini ha lavorato meticolosamente per stringere l’intesa con il club turco e definire i termini economici dell’operazione, si trova ora in una posizione di fragilità, costretta a osservare come un accordo tra società non sia affatto una garanzia di buon fine. L’episodio richiama, per dinamiche se non per entità, certe vicende di cronaca nera giudiziaria, dove indagini apparentemente a un passo dalla chiusura si riaprono per un imprevisto dettaglio, ribaltando scenari dati per certi. Senza fare nomi o citare casi specifici, è la natura stessa di un’inchiesta in divenire, dove nulla è scontato fino all’ultimo atto formale. Ora, il rischio concreto è che il prolungarsi delle esitazioni faccia sfumare l’affare, costringendo la Juventus a rivedere rapidamente i propri piani per il reparto offensivo, in una corsa contro il tempo che nessuno, in casa bianconera, aveva previsto di dover affrontare.




