Il mercato immobiliare 2026: frenata sui prezzi delle case, record negli investimenti commerciali
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Redazione Economia
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Comprare un'abitazione nel corso del prossimo anno potrebbe rivelarsi, per molti, un'impresa economicamente più ardua, nonostante le previsioni indicano una sostanziale stabilizzazione dei listini. I tassi dei mutui, infatti, destinati a salire ulteriormente, insieme a redditi che stentano a crescere, rischiano di comprimere la domanda e di mettere in seria difficoltà numerose famiglie, le quali vedono allontanarsi il sogno dell'accesso alla proprietà. Una dinamica, questa, che rischia di innescare un circolo vizioso: la minore capacità di spesa dei potenziali acquirenti, se da un lato potrebbe esercitare una pressione al ribasso sulle quotazioni, dall'altro finisce per congelare il mercato, lasciando invenduta una fetta consistente dell'offerta. Il settore residenziale, insomma, si appresta ad affrontare una fase di transizione delicata, dove la parola d'ordine sarà accessibilità, o meglio, la sua drammatica erosione.
Il trionfo del commerciale: investimenti oltre i 12 miliardi
Scenario diametralmente opposto per il mercato immobiliare commerciale, il quale chiude il 2025 scrivendo numeri da primato, tornando a livelli di investimento che non si registravano da anni. L'analisi condotta da Savills, nello specifico, fotografa un volume di affari che ha sfiorato i 12,3 miliardi di euro, superando con decisione la media dell'ultimo decennio e segnando una crescita significativa se paragonata all'anno precedente. Un risultato che non solo consolida il trend positivo avviato ormai da due anni, ma ribadisce con forza il posizionamento dell'Italia come destinazione privilegiata per i capitali, soprattutto quelli provenienti dall'estero, i quali continuano a vedere nel nostro Paese un bacino di opportunità. Tra gli asset più ambiti, il retail si è riconfermato come la classe protagonista assoluta del 2025, una leadership che, stando al barometro di EY e del Consiglio Nazionale dei Centri Commerciali, è destinata a prolungarsi anche nel prossimo esercizio.
Le case degli italiani: il desiderio di rinnovare senza traslocare
In un contesto così polarizzato, dove acquistare diventa complesso, molti italiani scelgono di investire sul patrimonio abitativo già in loro possesso, orientandosi verso opere di ristrutturazione e miglioramento. Una recente indagine commissionata da Angaisa a Nomisma, commentata da Vladimiro Barocco di StudioCentro Marketing, ha infatti indagato l'atteggiamento dei nostri connazionali verso la trasformazione della propria casa. Emerge, dai dati, una propensione a valorizzare l'esistente, spesso preferibile alla ricerca di una nuova soluzione abitativa in un mercato dai costi proibitivi. Si tratta di un fenomeno diffuso, che alimenta un comparto, quello dell'edilizia di recupero e dell'idrotermosanitario, vitalizzato da coloro che decidono di modificare gli spazi in cui vivono, adattandoli alle esigenze mutevoli della vita quotidiana.
Prospettive 2026: due velocità sempre più marcate
La fotografia che ne risulta per il 2026 è, pertanto, quella di un mercato che viaggia a due velocità sempre più distinte. Da una parte, il residenziale affronta una fase di stasi, se non di difficoltà, condizionata dalle politiche monetarie e dalla stagnazione dei salari, fattori che riducono in maniera sensibile la platea degli acquirenti potenziali. Dall'altra, il commerciale cavalca un'onda di ottimismo e di fiducia, trainata da ingenti flussi di capitali che ne sostengono i valori e le transazioni. Una divergenza destinata a caratterizzare i prossimi mesi, con ricadute economiche e sociali differenti: se il settore degli uffici, dei negozi e dei centri commerciali può guardare al futuro con relativo ottimismo, quello delle case rimane in attesa di un cambiamento di scenario che, al momento, non sembra affacciarsi all'orizzonte.




