Una forte tempesta geomagnetica si abbatte sulla Terra, mentre il Sole non accenna a placarsi
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Una nube di particelle cariche, generata da diverse espulsioni di massa coronale, sta raggiungendo il nostro pianeta in queste ore, secondo quanto dichiarato dalla National Oceanic and Atmospheric Administration. L'agenzia statunitense, che monitora costantemente i fenomeni atmosferici e solari, ha classificato l'evento come una tempesta geomagnetica di categoria G3, un livello definito "forte" sulla scala che misura questi disturbi, la quale va da G1 a G5 basandosi sull'indice Kp. Queste enormi nubi di plasma solare e campi magnetici, che il Sole espelle nello spazio attraverso i cosiddetti "Cme", stanno colpendo la magnetosfera terrestre con una potenza che, sebbene non sia da considerarsi catastrofica, produce effetti significativi e facilmente osservabili.
Un'attività solare incessante
Mentre la tempesta geomagnetica che ha interessato il globo tra il 5 e il 6 novembre sta lentamente diminuendo d'intensità, il peggio, a quanto pare, potrebbe non essere ancora passato. Il Centro di previsione meteorologica spaziale della NOAA ha infatti registrato, nella mattinata del 7 novembre, un calo del disturbo al livello G1, il più basso in assoluto. Tuttavia, una nuova e poderosa espulsione di massa coronale è già in viaggio attraverso il sistema solare e, stando ai modelli previsionali, potrebbe impattare il nostro pianeta nel giro di poche ore, prolungando così una fase di instabilità magnetica che gli esperti non esitano a definire come particolarmente vivace.
La scala d'intensità e i suoi effetti
"Al momento il livello è un G1 - piccole fluttuazioni del campo magnetico terrestre - ma dovrebbe arrivare a un G3", ha spiegato Paola De Michelis, ricercatrice dell'INGV, descrivendo l'attuale perturbazione. La scala di riferimento, che consta di cinque livelli crescenti, non serve soltanto a catalogare l'intensità del fenomeno in sé, bensì a valutarne le potenziali ripercussioni, alcune delle quali possono manifestarsi sia nello spazio, influenzando i satelliti, che a terra, dove è possibile riscontrare interferenze sulle infrastrutture tecnologiche più sensibili. Si tratta, in ogni caso, di eventi che la scienza sa ormai monitorare con notevole precisione.
Lo spettacolo delle aurore alle medie latitudini
Tra le conseguenze più spettacolari e immediatamente visibili di un simile evento celeste, c'è senza dubbio la possibilità di osservare il fenomeno dell'aurora boreale a latitudini insolite. Lo Space Weather Prediction Center del NOAA non esclude che, a seguito della tempesta di categoria G3 attesa tra la giornata di venerdì 7 e quella di sabato 8 novembre, le luci del nord possano rendersi visibili anche dai cieli del nostro Paese. Un evento, questo, che si verifica quando le particelle solari cariche interagiscono con l'atmosfera terrestre, e che regala di solito scenari riservati a chi vive molto più a nord.




