Unicredit-Bpm, il percorso delle integrazioni bancarie in Italia
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Redazione Economia
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Carlo Messina, CEO e consigliere delegato di Intesa Sanpaolo, ha recentemente analizzato i rapidi cambiamenti in corso nel mondo bancario italiano, sottolineando come le operazioni di fusione e acquisizione, pur essendo strumenti importanti, non siano sufficienti a creare un'Europa davvero coesa e pronta a rappresentare un punto di riferimento geopolitico tra USA e Cina. In questo contesto, l'offerta pubblica di scambio lanciata da Unicredit su Banco Bpm ha colto di sorpresa molti, provocando malumori non solo tra i dipendenti delle due banche coinvolte, ma anche tra i potenziali interessati come Credit Agricole e i partner di lungo corso come Amundi.
Giuseppe Castagna, CEO di Banco Bpm, ha scritto ai 20mila dipendenti del gruppo, riprendendo i contenuti del comunicato emesso al termine della seduta del consiglio di amministrazione, cercando di rassicurare i lavoratori in un momento di grande incertezza. La fusione, che potrebbe portare a 6mila esuberi, ha sollevato preoccupazioni anche all'interno del governo, in particolare nella Lega, che vede allontanarsi lo scenario del terzo polo bancario a cui si era lavorato con la cessione del 15% di Mps da parte del Tesoro.
Nel frattempo, Banca Mps continua a essere al centro delle ipotesi di aggregazione, con il mercato che torna a ragionare sulla possibilità di un terzo polo bancario insieme a Banco Bpm. L'istituto senese, che ha recentemente visto un rialzo delle sue azioni, potrebbe entrare in gioco come mossa difensiva contro l'operazione lanciata da Unicredit. Questo rally ha riportato Mps a un passo dai massimi toccati a metà novembre, quando Caltagirone, Delfin, Anima Holding e Banco Bpm hanno rilevato il 15% del capitale dal Ministero dell'Economia e delle Finanze.
Il panorama bancario italiano è in fermento, con operazioni di fusione e acquisizione che continuano a ridisegnare gli equilibri del settore.
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