La crisi del latte in polvere: richiami a catena tra Nestlé, Lactalis e Danone dopo le morti sospette
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Redazione Esteri
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Una serie di richiami precauzionali, che si estendono ormai oltre i confini francesi, sta scuotendo il settore degli alimenti per l'infanzia, sollevando interrogativi stringenti sulla sicurezza di prodotti fondamentali. L'ondata di provvedimenti, disposta dalle aziende e dalle autorità sanitarie, segue la tragica morte di due neonati, i quali, come riferito, avevano ingerito latte artificiale. Il primo, nato a fine dicembre, è deceduto all'inizio di gennaio vicino a Bordeaux; la seconda, venuta al mondo poco prima, è morta ad Angers. Questi episodi, per i quali le indagini sono in corso per accertare ogni possibile nesso causale, hanno innescato un meccanismo di verifica stringente che coinvolge colossi dell'agroalimentare.
L'allarme si allarga dai prodotti Nestlé
Le prime misure hanno interessato il gruppo svizzero Nestlé, noto per il marchio Guigoz, dopo che un lotto del suo latte in polvere era stato collegato, in via precauzionale e sotto esame, al decesso di uno dei piccoli. L'azienda, che non è nuova a contestazioni — basti pensare alle recenti polemiche sulle sue acque minerali o al caso delle pizze Buitoni contaminate — ha disposto il ritiro, un'operazione che l'Ong Foodwatch ha criticato definendola poco trasparente e condotta "col contagocce". L'inchiesta giudiziaria, avviata dalle procure competenti, procede senza sosta per chiarire le dinamiche e le eventuali responsabilità, mentre il precedente licenziamento di un ex direttore generale per una relazione con una sottoposta resta un fatto separato ma indicativo di un clima aziendale sotto osservazione.
La reazione a catena di Lactalis e Danone
Il caso, come spesso accade in simili circostanze, ha avuto un effetto domino. Poche ore dopo l'annuncio di Nestlé, anche il gigante francese Danone ha comunicato l'intenzione di richiamare due lotti specifici di latte per neonati sul mercato nazionale, estendendo una procedura già attivata in altri Paesi come Singapore. Parallelamente, è entrata nella lista delle aziende coinvolte la società Lactalis, ampliando così il perimetro di un potenziale scandalo sanitario che, secondo alcuni osservatori, potrebbe assumere dimensioni internazionali. La ministra della Salute francese ha tuttavia cercato di rassicurare l'opinione pubblica, assicurando che tutti i lotti attualmente sotto sospetto sono stati ritirati dalla vendita.
Il mercato italiano e le misure precauzionali
L'onda d'urto dei provvedimenti ha valicato le Alpi, toccando anche l'Italia, dove sono stati disposti ritiri precauzionali che coinvolgono, tra gli altri, il produttore Granarolo. Queste mosse, dettate dal principio di massima cautela, testimoniano l'interconnessione dei mercati europei e la rapidità con cui un allarme sanitario può propagarsi. Le autorità di controllo nazionali, in coordinamento con quelle transalpine, vigilano sulla completa esecuzione dei ritiri, mentre i consumatori attendono sviluppi certi dalle inchieste in corso, le quali — è bene sottolinearlo — devono ancora accertare un legame definitivo e scientifico tra i prodotti e le tragiche morti.




