Missile russo colpisce fabbrica americana in Ucraina occidentale, Kiev parla di raid massiccio

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Un missile russo ha centrato questa mattina un impianto produttivo di proprietà statunitense, specializzato nella produzione di componenti elettronici, situato presso Mukachevo, nell’estremo ovest dell’Ucraina. L’attacco, che ha causato ingenti danni strutturali e più di una dozzina di feriti secondo le prime ricostruzioni delle autorità locali, si inserisce in quella che le forze di Kiev definiscono senza mezzi termini come una delle più vaste operazioni aeree condotte dalla Russia dall’inizio del conflitto.

L’offensiva notturna, la cui portata – stando ai bollettini ucraini – avrebbe dell’incredibile, ha visto il lancio coordinato di oltre 570 droni, molti dei quali abbattuti dalla difesa aerea, e 40 missili, fra i quali si contano anche quattro vettori ipersonici del tipo ‘Kinzhal’. Se, da un lato, Mosca continua a rigettare con fermezza le accuse di colpire deliberatamente obiettivi non militari, le conseguenze sul terreno raccontano una storia diversa, fatta di distruzione e vittime civili.

A Leopoli, dove sono stati danneggiati ventisei edifici residenziali, un asilo e alcune strutture pubbliche, si registra purtroppo un morto e tre persone rimaste ferite. Il presidente Volodymyr Zelensky, commentando l’accaduto, ha tuonato contro quello che ha definito un «folle anti-record» stabilito dall’esercito invasore, il quale avrebbe nuovamente preso di mira, in modo sistematico, infrastrutture civili e aree abitate.

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