Ondata di caldo, scatta l'emergenza nei Pronto soccorso: accessi in aumento del 15 per cento

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L’ondata di calore che ha investito l’Europa occidentale, con la penisola iberica e la Francia in prima linea, non risparmia il sistema sanitario italiano. Gli effetti delle temperature eccezionalmente elevate si stanno traducendo in un significativo incremento delle richieste di assistenza nei dipartimenti di emergenza, con un picco che, secondo i dati forniti dalla Società italiana di medicina di emergenza-urgenza (Simeu), si attesta tra il 10 e il 15 per cento in più rispetto al periodo precedente, un dato che riguarda in particolare le aree metropolitane e i grandi centri urbani.

A fornire il quadro della situazione, illustrando le pressioni che gravano sulle strutture ospedaliere, è il presidente della Simeu, Alessandro Riccardi, il quale sottolinea come, sebbene l'incremento sia tangibile, non si sia ancora raggiunto uno stato di allarme critico, ma la tendenza è monitorata con attenzione.

Over 75 e fragilità: il profilo dei pazienti sotto i riflettori

A rivolgersi con maggiore frequenza ai Pronto soccorso sono soprattutto gli over 75, una fascia demografica che, come spiegano gli specialisti, paga il prezzo più alto alle ondate di calore a causa della minore efficienza dei meccanismi di termoregolazione e della presenza di patologie croniche preesistenti; si tratta di un fenomeno che coinvolge non solo gli anziani in buona salute, ma soprattutto coloro che convivono con pluripatologie, ovvero soggetti già seguiti per scompensi cardiaci, diabete o insufficienze respiratorie.

A questi si aggiunge un'altra categoria particolarmente vulnerabile, quella delle persone con disturbi psichiatrici, le cui condizioni cliniche possono aggravarsi con l'aumento delle temperature, influenzando l'umore e la stabilità psicofisica, con un conseguente aumento degli accessi ai reparti di emergenza territoriale.

Stefano Podio, direttore della Struttura complessa Medicina e Chirurgia d’Accettazione e d’Urgenza Emergenza Territoriale e Centrale Operativa 118 dell'ospedale Parini di Aosta, conferma questa tendenza anche per la regione alpina, dove il caldo insolito di questi giorni sta mettendo a dura prova la popolazione, costringendo il Comune a mettere in campo misure straordinarie per mitigare gli effetti del clima.

L'impatto sulle grandi città e la risposta dei dipartimenti di emergenza

Il balzo del 10-15 per cento negli accessi, che rappresenta un dato aggregato nazionale per i grandi centri, si traduce in un carico di lavoro aggiuntivo per il personale sanitario, già provato da anni di affaticamento e carenze organiche; i dipartimenti di emergenza-urgenza stanno ricalibrando i propri turni e le proprie risorse per far fronte all'afflusso straordinario di pazienti, molti dei quali arrivano in ospedale con sintomi riconducibili a colpi di calore, disidratazione severa o scompensi acuti delle malattie croniche.

Non si registrano, al momento, situazioni di sovraffollamento critico tali da compromettere l'erogazione dei servizi essenziali, ma la Simeu raccomanda alla popolazione di prestare attenzione ai segnali del corpo e di contattare il medico di base prima di recarsi al Pronto soccorso per problematiche minori, al fine di evitare di congestionare ulteriormente le strutture e di riservare le cure d'urgenza ai casi che necessitano effettivamente di un intervento tempestivo e specialistico.

La gestione dell'emergenza caldo: consigli e misure preventive

L'ondata di calore, che è arrivata con un lieve ritardo rispetto agli anni precedenti, sta però mostrando un'intensità notevole che richiede un approccio coordinato tra istituzioni locali e strutture sanitarie; in questo contesto, le amministrazioni comunali stanno attivando protocolli per l'assistenza domiciliare agli anziani soli e per la distribuzione di acqua nei quartieri più esposti, mentre gli ospedali potenziano i servizi di triage per smistare velocemente i pazienti in base alla gravità delle loro condizioni.

Gli esperti ricordano che la prevenzione rimane l'arma più efficace: bere molta acqua, evitare le uscite nelle ore più calde della giornata e mantenere freschi gli ambienti domestici sono accorgimenti semplici ma fondamentali per ridurre il rischio di malori e per alleggerire, di conseguenza, la pressione sui Pronto soccorso in queste giornate di calura eccezionale.

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