Meloni a Netanyahu, "Basta attacchi"
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Redazione Interno
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Nella mattinata di domenica, la tensione tra Roma e Tel Aviv ha raggiunto un nuovo picco, quando due carri armati israeliani hanno forzato il cancello principale di una postazione dell'Unifil a Ramiya, nel sud del Libano. L'incidente, avvenuto intorno alle 4:30 ora locale, ha visto i mezzi blindati Merkava distruggere il cancello e penetrare con la forza nella struttura, mentre le forze di peacekeeping erano nei rifugi. Questo episodio rappresenta l'ennesima violazione delle posizioni dell'Unifil da parte di Israele, che negli ultimi tre giorni ha intensificato gli attacchi contro i caschi blu, rendendo la situazione sempre più critica.
La reazione del presidente del Consiglio Giorgia Meloni non si è fatta attendere. In una telefonata diretta a Benjamin Netanyahu, Meloni ha espresso la sua irritazione per le azioni israeliane, sottolineando che non spetta a Israele decidere se l'Unifil debba lasciare le aree di combattimento di Hezbollah, ma all'Onu. La dichiarazione di Meloni è stata veicolata anche dai massimi vertici militari italiani, che hanno espresso il loro disappunto in diretta televisiva.
L'episodio di domenica mattina non è un caso isolato. Negli ultimi giorni, infatti, gli attacchi contro le forze di interposizione dell'Onu nel sud del Libano si sono fatti sempre più frequenti e aggressivi. La missione Unifil ha segnalato ulteriori violazioni israeliane, tra cui l'ingresso forzato dei carri armati a Ramiya. Inoltre, un altro casco blu, cittadino indonesiano, è stato ferito da colpi di arma da fuoco nella notte tra venerdì e sabato, durante un'azione militare non lontano dal quartier generale a Ras al Naqoura.
La situazione sul campo è estremamente tesa, con le forze di peacekeeping che si trovano sotto il fuoco incrociato tra Israele e Hezbollah.




