Hantavirus, isolata la sequenza genetica della variante Andes: «Uguale al 2018, nessuna mutazione»

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Redazione Salute Redazione Salute   -   La partita, giocata sul filo sottile della diagnostica molecolare, si arricchisce di un elemento che, se da un lato rassicura gli epidemiologi, dall’altro non allenta la presa delle misure di contenimento. Il Dipartimento della Salute e dei Servizi umani degli Stati Uniti ha infatti reso noto – sulla base delle analisi condotte sui campioni biologici dei cittadini americani rientrati dalla nave da crociera coinvolta nel focolaio – di aver isolato la prima sequenza genetica completa della variante Andes dell’hantavirus. La scoperta, che arriva in un momento in cui i sistemi di sorveglianza internazionali restano in allerta, ha un’implicazione precisa: il virus circolante non presenta mutazioni significative rispetto al ceppo già documentato nel 2018. Nessuna evoluzione, almeno per ora, capace di modificarne la trasmissibilità o la patogenicità. Lo hanno confermato i tecnici del ministero americano, aggiungendo che un passeggero manifesta sintomi lievi mentre un altro è risultato «leggermente positivo» al test Pcr per il virus Andes.

Due italiani in quarantena obbligatoria, il protocollo scatta dopo il volo fatale

Nel nostro Paese, intanto, la macchina della prevenzione ha ingranato senza esitazioni. Due italiani – un giovane marittimo di Torre del Greco e un altro di Villa San Giovanni – sono stati posti in quarantena obbligatoria. Provvedimenti firmati rispettivamente dal sindaco Luigi Mennella e dalla prima cittadina Giusy Caminiti, che hanno tradotto in ordinanze locali le linee guida del ministero della Salute. Motivo del provvedimento: la loro presenza sullo stesso volo Klm dove era salita una donna sudafricana, poi deceduta a causa dell’infezione da hantavirus. Per pochi minuti, a bordo, il destino epidemiologico di quei passeggeri si è incrociato con quello della vittima; bastano talvolta contingenze brevissime – una coincidenza di tempi e spazi in un corridoio d’aeroplano – per attivare la catena dei controlli.

Quarantena e monitoraggio, l’ordinanza impone 45 giorni di isolamento

Per il ventiquattrenne di Torre del Greco, la cui occupazione lo espone abitualmente a spostamenti e contatti in ambienti portuali, il sindaco Mennella ha stabilito un periodo di isolamento di 45 giorni. Non una semplice raccomandazione, dunque, bensì un obbligo stringente: restare in una stanza singola con bagno dedicato, monitorare quotidianamente la temperatura rea e indossare una mascherina Ffp2 ogni qualvolta si trovi in presenza di altre persone. Il giovane marittimo calabrese di Villa San Giovanni, venticinquenne asintomatico, è invece sottoposto a sorveglianza sanitaria continua. Entrambi, al momento, non presentano segni clinici riconducibili all’infezione; anzi, per il marittimo napoletano è già arrivato il referto del tampone: negativo. La negatività, in questo contesto, non rappresenta tuttavia un lasciapassare, dal momento che l’hantavirus può avere periodi di incubazione lunghi e manifestazioni subdole.

Tra tracciamento e circolare ministeriale, la sfida è nella sorveglianza

La risposta italiana si muove lungo un doppio binario: da una parte i provvedimenti locali – come quelli di Mennella e Caminiti – che impongono l’isolamento diretto dei contatti stretti; dall’altra una circolare in arrivo dal ministero della Salute, destinata a uniformare le procedure su tutto il territorio nazionale. Tracciamento dei contatti, definizione dei casi sospetti e gestione della quarantena fiduciaria (diversa da quella obbligatoria per alcuni aspetti logistici) sono i capitoli principali del documento. L’elemento che aggrava la situazione – e che spiega la severità delle misure – è la natura stessa del virus Andes, trasmesso principalmente per via aerea attraverso le deiezioni dei roditori infetti. Non esiste terapia specifica né vaccino. Per questo, il ritrovamento di una sequenza genetica invariata dal 2018, se da un lato tranquillizza sulla stabilità del patogeno, dall’altro non riduce la necessità di tenere sotto osservazione ogni singolo contatto esposto. La cronaca, in questi casi, non concede soste.

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