Le assicurazioni anti-calamità slittano, ma le imprese restano sotto pressione

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L’obbligo di stipulare polizze assicurative contro i rischi catastrofali, previsto per le imprese italiane, potrebbe subire un rinvio di sette mesi. Tra i 325 emendamenti presentati alla commissione Attività produttive della Camera, uno in particolare, proposto da Fratelli d’Italia, chiede di posticipare l’entrata in vigore della misura dal 30 giugno al 31 dicembre 2025. L’obiettivo, secondo i firmatari, è evitare un ulteriore aggravio di costi per le aziende, già alle prese con l’emergenza energetica e i rincari delle bollette.

Antonio Pagliaretta, titolare insieme ai fratelli Roberto e Stefano di un’officina meccanica e centro revisioni a Valmir di Petritoli, racconta come la sua impresa, attiva da 37 anni, abbia sempre investito in polizze assicurative per coprire rischi come danni ai motori, incendi o furti. Tuttavia, l’introduzione di una nuova copertura obbligatoria contro le calamità naturali rappresenta un costo aggiuntivo non indifferente, soprattutto per chi gestisce strutture di grandi dimensioni, come il suo stabilimento di oltre mille metri quadrati.

La proposta di slittamento, avanzata dal deputato Riccardo Zucconi, mira a dare respiro alle imprese, consentendo loro di superare l’attuale fase di crisi energetica senza ulteriori oneri. Tuttavia, il caos regna tra le piccole e medie imprese, molte delle quali si sentono strette dalla scadenza del 31 marzo fissata per la stipula delle polizze. La Confartigianato Imprese delle province di Macerata, Ascoli Piceno e Fermo ha già sollecitato la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, chiedendo una proroga urgente per permettere alle aziende di adeguarsi alla normativa.

Il tema delle assicurazioni obbligatorie contro i rischi catastrofali, che coprono eventi climatici estremi come alluvioni o terremoti, è diventato centrale nel dibattito politico ed economico. Se da un lato queste polizze rappresentano una garanzia per la ripresa in caso di disastri, dall’altro pesano sui bilanci aziendali, già provati da anni di crisi e rincari.

Intanto, la commissione per le inammissibilità sta valutando le proposte, in vista dell’arrivo del testo in Aula a Montecitorio a partire dal 7 aprile. Tra le altre misure al vaglio c’è anche lo slittamento del termine per il passaggio delle famiglie vulnerabili al sistema a “tutele graduali”, un altro tassello di un puzzle normativo che cerca di conciliare esigenze economiche e protezione sociale.

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