Israele bombarda Shejaiya, almeno 29 morti. Intanto avanza il piano per Rafah

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Un raid aereo israeliano ha colpito il quartiere di Shejaiya, a Gaza City, causando almeno 29 vittime – tra cui tre bambini – e oltre 50 feriti, secondo quanto riferito da Hamas, che ha definito l’attacco un’azione contro "un’area residenziale sovraffollata". Le Forze di Difesa Israeliane (Idf) hanno confermato di aver condotto 45 operazioni militari nell’arco di 24 ore in tutta la Striscia, incluso Shejaiya, sebbene non abbiano commentato nel dettaglio le accuse relative alle vittime civili.

I soccorritori, operando in condizioni estreme, hanno trasportato i corpi e i feriti all’ospedale al-Ahli, mentre decine di persone rimangono sepolte sotto le macerie di almeno dieci edifici distrutti. Ottanta dispersi e 55 ricoverati, molti in condizioni critiche, aggravano un bilancio già drammatico in un’enclave dove gli ospedali, privi di risorse, faticano a far fronte all’emergenza.

Parallelamente, emerge con sempre maggiore chiarezza la strategia israeliana su Rafah, città al confine con l’Egitto che prima del conflitto ospitava circa 200.000 palestinesi. Secondo indiscrezioni riportate da Haaretz, Tel Aviv intende ampliare la zona cuscinetto nella Striscia annettendo un’area di 75 chilometri quadrati – il 20% del territorio gazawi – tra il corridoio Philadelphi a sud e quello di Morag a nord. Un piano che, se confermato, isolerebbe definitivamente Gaza dall’Egitto, lasciando come unico confine quello con Israele

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