Ciro Grillo, la ragazza scoppia a piangere durante il processo: «Non sentivo il mio corpo». Udienza sospesa

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Durante il processo a Ciro Grillo, figlio del comico genovese, la presunta vittima dello stupro di gruppo della Costa Smeralda è scoppiata a piangere mentre rispondeva alle domande del Procuratore di Tempio Pausania Gregorio Capasso. A causa di ciò, il Presidente Marco Contu ha sospeso l'udienza.

La giovane, che appare molto provata, ha iniziato a singhiozzare quando ha ripercorso i primi momenti di quella sera tra il 6 e il 7 luglio del 2019. A seguito di ciò, è stata decisa una breve pausa del processo.

La ragazza italo-norvegese ha raccontato in aula, al processo a Ciro Grillo e ai suoi tre amici per stupro di gruppo al Tribunale di Tempio Pausania (Sassari), la notte tra il 6 e il 7 luglio del 2019. Ha dichiarato: "Non sentivo il mio corpo e neppure le mie braccia, non riuscivo a muovermi...".

Durante l'udienza del processo che vede imputato Ciro Grillo, insieme a tre suoi amici genovesi (Edoardo Capitta, Vittorio Lauria, Francesco Corsiglia), la presunta vittima di violenza sessuale di gruppo ha pronunciato queste parole: “Ero paralizzata, volevo urlare, ma non riuscivo a muovermi”.

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