Piazza Affari vola oltre i 51 mila punti, il risiko bancario accende la macchina degli acquisti

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Non c’è tregua per i listini milanesi, e la ragione, ancora una volta, va cercata nelle viscere del sistema creditizio. Piazza Affari ha aggiornato i massimi storici nella seduta del 9 giugno, spinta da un’euforia che non si vedeva dai tempi precedenti lo scoppio della bolla delle dotcom, quando il Ftse Mib si attestava su livelli analoghi ai 51.213 punti toccati in questa calda giornata di inizio estate.

È un rally, quello che sta interessando il comparto finanziario, che trae linfa vitale da una serie di mosse clamorose, annunciate nel weekend e perfezionatesi tra domenica e lunedì, le quali stanno letteralmente riscrivendo gli equilibri del settore.

A fare da traino, in questo contesto di acquisti scatenati, ci pensano principalmente Unipol e Bper Banca, i cui rispettivi progressi – nell’ordine del 5,68% e del 4,58% secondo i dati raccolti a metà giornata – hanno surclassato gran parte delle concorrenti europee, in una giornata dove Londra, Francoforte e Parigi viaggiavano invece sostanzialmente contrastate o piatte.

L’offerta da 30,6 miliardi che cambia le gerarchie

Il terreno su cui si gioca questa partita, che ha portato il Ftse Mib a guadagnare quasi due punti percentuali in poche ore, è quello del cosiddetto “risiko bancario”. L’accelerazione improvvisa è arrivata ieri, quando l’istituto guidato da Carlo Messina, in tandem con Unipol, ha messo sul piatto un’offerta pubblica di acquisto e scambio del valore di 30,6 miliardi di euro per rilevare Mps.

Un’operazione complessa, che prevede l’acquisizione di Mediobanca – la quale, a sua volta, detiene una fetta importante del capitale di Generali – e la contestuale cessione di circa 635 sportelli del Monte dei Paschi alla compagnia assicurativa bolognese guidata da Carlo Cimbri. Questa offerta, oltre a porre la banca senese in regime di “passivity rule” (ovvero il divieto di compiere azioni che possano ostacolare l’acquisizione), ha sostanzialmente messo in fuorigioco l’invito a trattare precedentemente avanzato da Banco Bpm.

La “lettera d’amore” derubricata a favore di un’offerta concreta

Proprio la reazione del management di Intesa alla proposta di Bpm, che pure aveva cercato di forzare i tempi proponendo una fusione paritaria per creare il secondo polo bancario nazionale, è stata eloquente nel descrivere lo stato dell’arte. Quella iniziativa, presentata da alcuni analisti come un tentativo di rompere gli indugi, è stata pubblicamente derubricata da Messina a semplice “lettera d’amore” (un apprezzamento, insomma, privo di sostanza), mentre l’offerta lanciata in tandem con Unipol è stata presentata come l’unica vera proposta sul tavolo.

Il risultato di questa contrapposizione, evidente nelle contrattazioni di oggi 9 giugno, ha generato una sovraperformance netta di Milano rispetto alle altre piazze del Vecchio Continente, dove lo sguardo degli investitori era invece puntato sulle dinamiche geopolitiche del Medio Oriente dopo l’intervento del presidente americano Donald Trump, il quale ha chiesto la fine degli scambi di colpi tra Israele e Iran.

Generali oltre i 40 euro e l’effetto domino sui listini

Tra i diretti interessati da questo terremoto azionario, oltre ai già citati Unipol e Bper – che guidano la classifica dei rialzi – spicca la performance di Generali. Il titolo del Leone, per la prima volta nella sua storia ultracentenaria, ha infranto la barriera dei 40 euro per azione, toccando un nuovo record storico a 40,38 euro.

Un balzo, quest’ultimo, figlio indiretto dell’operazione: essendo Mediobanca il primo azionista delle Generali con una quota del 13%, e finendo quest’ultima nelle mani di Intesa attraverso l’acquisizione di Mps, gli investitori stanno scontando un possibile rimescolamento degli assetti proprietari della principale assicurazione italiana.

Oltre alle Big, l’entusiasmo ha contagiato anche titoli come Fineco e Leonardo, sebbene con percentuali più contenute, mentre l’intero comparto creditizio (dallo stesso Banco Bpm a Credem) ha chiuso la mattinata in netto rialzo, dimostrando come il mercato accolga con favore, almeno in questa fase, l’idea di un consolidamento aggressivo del settore.

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