I 5 Stelle cambiano idea sulle elezioni in Toscana: sì al sostegno a Giani governatore insieme al Pd

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Se fino a pochi giorni fa Giuseppe Conte aveva chiesto al Partito Democratico un segnale di discontinuità, escludendo la ricandidatura di Eugenio Giani, oggi la base del Movimento 5 Stelle ha ribaltato la posizione, aprendo alla possibilità di un’alleanza con il governatore uscente. Un voltafaccia che arriva dopo anni in cui i grillini, in Consiglio regionale, si sono sempre opposti alla giunta Pd, e che ora rischia di riaccendere tensioni interne al movimento.

Il voto online, concluso alle 18 del 7 agosto 2025, ha visto prevalere – seppur di misura – la linea del dialogo: 1.538 iscritti hanno optato per il sostegno a Giani, contro i 1.030 che avrebbero preferito una corsa solitaria. "La nostra comunità ha espresso la volontà di proseguire nel percorso sin qui intrapreso, chiedendo che i temi portati ai tavoli di confronto con il Partito Democratico si trasformino da proposte a fatti", ha scritto Irene Galletti, coordinatrice regionale del M5S, in un post sui social. Tra le priorità indicate figurano il salario minimo regionale, la tutela ambientale e la gestione pubblica dell’acqua, temi che, a suo dire, "sono molto sentiti e necessari".

La scelta, che arriva dopo settimane di trattative non sempre lineari, segna una svolta rispetto alle dichiarazioni iniziali di Conte, il quale aveva insistito per una netta alternativa al centrosinistra. Ora, invece, il leader pentastellato parla di "mandato chiaro per un confronto" su un accordo di programma, lasciando intendere che la collaborazione con il Pd potrebbe concretizzarsi, purché siano rispettate alcune condizioni.

Giani, dal canto suo, ha accolto con soddisfazione l’esito della consultazione, interpretandolo come un riconoscimento del lavoro svolto in questi cinque anni. "Il centrosinistra deve essere largo e chiaro", ha commentato l’assessore regionale Stefano Fossi, sottolineando l’importanza di un fronte unito in vista del voto. Resta da vedere, tuttavia, come verranno conciliate le divergenze tra le due forze, soprattutto su temi come le grandi opere e le politiche sociali, che in passato hanno diviso Pd e M5S.

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