Schlein ostenta sicurezza, ma le regionali nascondono insidie per il Pd
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Redazione Interno
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Elly Schlein, segretaria del Partito Democratico, si è detta "certa della vittoria" alle prossime elezioni regionali, sostenendo che "i numeri ci danno in testa". Tuttavia, dietro le dichiarazioni trionfalistiche, si nascondono problemi concreti che potrebbero minare le ambizioni del partito, soprattutto in Calabria e Puglia, due regioni cruciali dove la partita è tutt’altro che scontata.
In Calabria, dove il governatore Roberto Occhiuto si è dimesso anticipatamente, il Pd fatica a trovare una strategia unitaria. Andrea Orlando, figura di spicco del partito, ha cercato di mediare tra le correnti interne, ma il nome di Andrea Tridico – ex presidente dell’Inps e possibile candidato – non ha ancora convinto del tutto. Tridico, che pure gode di un certo seguito, nicchia, lasciando spazio a incertezze che rischiano di indebolire la coalizione di centrosinistra.
Anche in Puglia, dove il sindaco di Bari e presidente dell’Anci Antonio Decaro potrebbe rappresentare la carta vincente, la situazione è in stallo. Decaro, pur essendo il favorito, non ha ancora sciolto le riserve, alimentando dubbi sulla tenuta del fronte progressista. Se da un lato il centrodestra sembra più compatto, con la Lega e Fratelli d’Italia già allineati, il Pd deve fare i conti con un elettorato frammentato e una campagna elettorale che si annuncia più complicata del previsto.
Le regionali 2025, che coinvolgeranno sette regioni e oltre 18 milioni di elettori, si svolgeranno tra settembre e novembre con un calendario "a spezzatino", come lo ha definito Angelo Bonelli, che ha chiesto invano un election day unico. Si comincia con Marche (28-29 settembre), Calabria (5-6 ottobre) e Toscana (12-13 ottobre), per poi proseguire a novembre con le restanti. Un calendario serrato, che costringerà i partiti a una mobilitazione continua, logorante e potenzialmente controproducente.




