Aria condizionata Commissione Ue in tilt: al Berlaymont stop ai piani bassi
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Redazione Esteri
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L’aria condizionata Commissione Ue è andata parzialmente in tilt nel palazzo Berlaymont, quartier generale dell’esecutivo europeo a Bruxelles, durante il pomeriggio di venerdì 26 giugno, in concomitanza con un’ondata di caldo che ha colpito l’Europa e con consumi energetici definiti record. Il sistema di climatizzazione ha subito uno stop selettivo che ha interessato gli uffici dal primo al settimo piano, mentre gli impianti sono rimasti attivi nei livelli superiori dell’edificio. La situazione si è verificata in un contesto di temperature elevate e pressione sugli impianti tecnici del palazzo, con una gestione differenziata degli spazi interni in base ai piani occupati.
Stop ai piani inferiori del Berlaymont durante l’ondata di caldo
La comunicazione interna diffusa nel palazzo Berlaymont ha indicato lo spegnimento dell’impianto di climatizzazione dal primo al settimo piano per il resto della giornata, a causa delle condizioni meteorologiche considerate estreme. La misura è arrivata mentre la temperatura percepita all’esterno veniva indicata intorno ai 40 gradi, creando un contrasto significativo tra ambienti interni e condizioni climatiche esterne. Lo stop ha riguardato una parte consistente degli uffici operativi, limitando la possibilità di refrigerio nei livelli inferiori dell’edificio della Commissione europea a Bruxelles.
Nei piani superiori del Berlaymont, dal settimo fino al tredicesimo livello, la situazione è rimasta invece invariata, con i sistemi di raffreddamento ancora attivi. In queste aree si trovano la maggior parte degli uffici dei commissari europei e, all’ultimo piano, anche gli spazi legati alla presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen. La gestione differenziata degli impianti ha così creato una separazione funzionale tra le diverse aree dell’edificio, mantenendo operative e raffrescate le zone istituzionali più alte mentre i livelli inferiori risultavano senza aria condizionata.
Impianti riattivati e gestione energetica nel palazzo Ue
Il blocco parziale dell’aria condizionata Commissione Ue è stato collegato a un sovraccarico dei consumi energetici, che ha portato alla decisione di interrompere temporaneamente il funzionamento del sistema per evitare ulteriori criticità tecniche. Secondo le informazioni diffuse, la sospensione ha riguardato esclusivamente una parte dell’edificio, mentre il resto della struttura ha continuato a operare con impianti attivi. La misura è stata concepita come una risposta immediata alla pressione energetica registrata durante l’ondata di caldo che ha interessato il Belgio e l’Europa occidentale.
Gli impianti di climatizzazione del Berlaymont sono destinati a essere riattivati prima dell’inizio della successiva settimana lavorativa, secondo quanto previsto dalla comunicazione interna. Nel frattempo, tra i dipendenti della Commissione europea è circolata una forte reazione alla gestione del disagio, sintetizzata anche dalla frase “Siamo tornati al feudalesimo”, riportata nel contesto della protesta per la disparità di condizioni tra i diversi piani. Il caso ha evidenziato una divisione netta nell’accesso al raffrescamento all’interno dello stesso edificio istituzionale.




