Lago di Braies, la crosta di ghiaccio cede sotto i passi di cinque turisti: salvati dopo il tuffo nell’acqua a 2 gradi
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Redazione Interno
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Era domenica di Pasqua, e le temperature miti – una manna per chi cerca una gita fuori porta – avevano trasformato le sponde del Lago di Braies, incastonato nelle Dolomiti altoatesine, in un salotto affollato. Ma proprio quel clima primaverile, capace di sciogliere le nevicate invernali, nascondeva una trappola mortale sotto i piedi degli incauti. Poco dopo le 15, la superficie ghiacciata – che sembrava ancora solida agli occhi dei turisti – ha ceduto all’improvviso, inghiottendo due giovanissimi fratelli, cittadini italiani di origine pakistana, e tre adulti accorsi in loro soccorso. L’acqua, la cui temperatura oscillava tra i 2 e i 3 gradi centigradi, ha avvolto i malcapitati in pochi secondi, innescando una catena di salvataggi che avrebbe potuto facilmente trasformarsi in una tragedia collettiva.
L’effetto a catena del salvataggio e l’intervento decisivo
La dinamica, per quanto folle, segue un copione purtroppo noto ai soccorritori alpini. I due minorenni, che camminavano spensierati sulla lastra, sono stati i primi a sprofondare. Il padre, forse il primo a rendersi conto del pericolo, non ha esitato un istante: si è gettato verso di loro, seguito da altre due persone presenti sulla riva. La loro disperazione – comprensibile, umanissima – ha però aggravato la situazione, portando il numero dei dispersi in acqua da due a cinque. A questo punto, con il lago che si tingeva di grigio e le urla che coprivano il rumore del ghiaccio che si crepava, sono entrati in gioco gli astanti. Alcuni presenti, approfittando del fatto che il cedimento era avvenuto vicino alla riva, hanno organizzato una catena umana o utilizzato oggetti improvvisati per issare i cinque fuori dall’acqua gelida, riuscendo nell’impresa prima ancora che le ambulanze e i tecnici del Soccorso Alpino dell’Alta Pusteria arrivassero sul posto, allertati poco dopo le 15.
La corsa in ospedale e la follia della ressa sul ghiaccio
Nonostante il salvataggio lampo, il contatto con l’acqua a temperature prossime allo zero ha lasciato il segno. Due dei minori, in particolare, hanno mostrato i sintomi di un principio di ipotermia – con il che iniziava a tremare in modo incontrollabile – e sono stati immediatamente stabilizzati e trasportati all’ospedale di San Candido per accertamenti; anche gli altri tre adulti sono stati sottoposti a controlli sanitari per scongiurare complicazioni successive. E mentre i sanitari li caricavano in ambulanza, i vigili del fuoco dell’Alto Adige hanno dovuto assistere a una scena paradossale. Nonostante il fragore del ghiaccio che si spezzava e l’arrivo delle sirene, decine di turisti non hanno abbandonato la superficie del lago. «C’erano ancora circa cento persone sopra quel ghiaccio – avrebbe dichiarato in seguito uno dei soccorritori presenti – sembrava di vedere una pallina di gelato al sole, pronta a sciogliersi da un momento all’altro». Un comportamento che i pompieri hanno definito, senza mezzi termini, una “follia”, considerando che la crosta non era più portante da giorni a causa dell’intensa esposizione solare.
Avvertimenti ignorati e il reiterato assalto al bacino
Non si tratta, a ben vedere, di un incidente isolato, bensì di una consuetudine pericolosa che si ripete ogni volta che la primavera inizia a farsi sentire. Le autorità locali avevano predisposto una segnaletica chiara lungo le rive, e nei giorni precedenti erano stati diffusi appelli alla prudenza, invitando i visitatori a non calpestare assolutamente la superficie. «Puoi dirlo cento volte – ha tuonato un tecnico del Soccorso Alpino riferendosi ai turisti – ma la gente non sa e non vuole sapere». L’appello lanciato nuovamente dai vigili del fuoco, dopo l’intervento di ieri, è stato perentorio: a causa delle condizioni meteo e del sole primaverile, la copertura di ghiaccio non è più portante. Chi ignora i cartelli, in casi come questo, rischia di trasformare una cartolina delle Dolomiti in una trappola letale, dove bastano pochi minuti di immersioni in acqua a 2 gradi per perdere conoscenza e la vita.
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