Lukaku rientra a Castel Volturno, atteso il faccia a faccia con Conte dopo il caso del recupero in Belgio

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La notte fonda all’aeroporto di Capodichino ha restituito un’immagine silenziosa e tutt’altro che rassicurante del rientro di Romelu Lukaku. Il belga, atterrato in serata dopo un volo privato da Bruxelles, si è presentato a volto chiuso e senza rilasciare dichiarazioni, quasi a voler custodire il peso di una frattura che, con il passare delle ore, rischia di diventare un vero e proprio abisso tra lui e l’ambiente azzurro.

Quello che doveva essere un normale ritorno dalle cure della nazionale si è trasformato in un caso di portata disciplinare, dopo che l’attaccante – che aveva deciso di rinunciare alla tournée negli Stati Uniti con il Belgio – ha scelto di restare ad Anversa per affidarsi a un programma di recupero personale, seguito da un fisioterapista di fiducia senza il via libera preventivo della società. Una scelta, quest’ultima, che non ha minimamente scalfito la rigidità del regolamento interno voluto da Antonio Conte, il quale non ammette deroghe nemmeno per quelli che, sulla carta, erano considerati i suoi uomini di punta.

Un mese di silenzi, multe e una società che non transige

Per comprendere la profondità della crepa, basta riavvolgere il nastro di trenta giorni fa. Era il 20 marzo quando Lukaku salutò Castel Volturno per raggiungere il ritiro della sua nazionale, ma da lì in poi le comunicazioni con il club sono entrate in una fase di stallo. Il Napoli, che lo attendeva per avviare una riabilitazione concordata, si è trovato di fronte a un muro: il giocatore ha continuato a curarsi in Belgio, sostenendo di avere un’infiammazione al flessore dell’anca con presenza di liquido, una problematica che secondo lui richiedeva tempistiche e metodi diversi da quelli proposti in Italia.

La risposta del club, in quelle circostanze, non è stata una semplice ramanzina. La nota ufficiale pubblicata a fine marzo parlava chiaro: mancata risposta alla convocazione, procedimento disciplinare e la concreta ipotesi di un’esclusione dal gruppo squadra a tempo indeterminato. Una mossa che suonava come un vero e proprio ultimatum, un messaggio lanciato non solo al calciatore ma all’intero spogliatoio sulla gestione ferrea del gruppo. A nulla sono valse le rassicurazioni pubbliche del giocatore, che assicurava di non voltare mai le spalle al Napoli: la società, dal canto suo, aveva già maturato la convinzione di dover multare pesantemente il centravanti.

Il vertice di oggi e la “fumata bianca” per la ripartenza

Questa mattina, però, l’aria a Castel Volturno è cambiata. Accompagnato dal suo agente, Lukaku ha varcato i cancelli del centro sportivo per quello che i media hanno immediatamente definito un vertice diplomatico. L’incontro, al quale hanno preso parte il direttore sportivo Manna e presumibilmente Antonio Conte in persona, è stato descritto come costruttivo e disteso, lontano dalle tensioni delle scorse settimane. L’obiettivo, in effetti, non era quello di riaprire vecchie ferite, ma di trovare una quadra sul presente.

Il verdetto di questo summit è sostanzialmente una tregua armata. Le parti hanno chiarito i malintesi legati ai mancati rientri – due in particolare quelli contestati dalla società – e hanno trovato un accordo di massima su come procedere. Pur avendo riallacciato i rapporti, l’attaccante non rimarrà però a Napoli. La decisione presa, e ufficialmente autorizzata dal club, è che Lukaku possa fare immediatamente ritorno in Belgio per ultimare il programma di riabilitazione iniziato settimane fa.

L’obiettivo Mondiale e un futuro che resta in bilico

Una scelta, quella del ritorno a Bruxelles, che appare come il frutto di un compromesso obbligato. Da un lato, il Napoli evita di tenere in rosa un giocatore ancora non al top della condizione e potenzialmente “ingombrante” nello spogliatoio; dall’altro, Lukaku ottiene la libertà di gestire il proprio fisico come ritiene più opportuno, con un solo vero obiettivo in testa: arrivare al meglio dei preparativi per il prossimo Mondiale, che rappresenta il suo grande appuntamento stagionale.

L’episodio ha comunque lasciato il segno. Al di là della pace formale sancita oggi, il rapporto di fiducia che legava l’allenatore al centravanti – un legame nato e consolidato ai tempi dell’Inter – appare incrinato. Il Napoli, dal canto suo, ha già fatto sapere di aver multato il calciatore per la violazione del regolamento, confermando che non ci saranno sconti per nessuno. Per rivedere Lukaku con la maglia azzurra in campo bisognerà aspettare ancora diverse settimane, ma la sensazione è che la sua avventura in Campania stia vivendo gli ultimi, lunghi, atti.

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