L'Union Brescia vola in finale: al Rigamonti è festa grande, Salernitana ko 2-0

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Un boato che ancora riecheggia sotto la Madonnina, per usare una metafora che qui a Brescia piace tanto, ha accolto il triplice fischio di una delle serate più importanti degli ultimi anni. Di fronte a quindicimilasettecentodiciotto anime, record stagionale che testimonia l'affetto ritrovato per una maglia che solo un anno fa sembrava perduta, l'Union Brescia ha costruito la sua finale playoff.

Gli uomini di Eugenio Corini, al termine di una semifinale giocata con la testa e chiusa con il cuore, hanno superato la Salernitana con un secco due a zero, un risultato che, per quanto netto, racconta solo in parte la supremazia espressa sul terreno del Mario Rigamonti. Dopo l’uno all’uno dell’andata all’Arechi, serviva una prestazione di carattere per scacciare i fantasmi di una stagione lunga e difficile, e i ragazzi ce l’hanno fatta, regalando alla città l’ultimo atto dei playoff.

Una partita decisa in 42 secondi e nella notte dei record

La cronaca, a dirla tutta, è stata implacabile e ha messo subito fine a ogni possibile calcolo. Il copione, come spesso accade in queste gare secche dove la posta in palio è altissima, è stato stravolto dalla voglia dei padroni di casa. Bastano quarantadue secondi, giusto il tempo di trovare la posizione per chi arriva in ritardo, e il tabellone si sblocca: Lamesta crossa dal fondo, il portiere Donnarumma esce malissimo andandosi a scontrare con il proprio difensore Golemic, e dallo scaramuccia nasce l’occasione più ghiotta.

Lì, appostato come un vero rapace d’area di rigore, c’è Valerio Crespi, che non può sbagliare e insacca il vantaggio che, di fatto, ribalta il risultato complessivo. Un avvio shock per i campani, che devono pure piangere l’infortunio dello stesso estremo difensore Donnarumma, costretto a lasciare il campo tra le lacrime a stento quattro minuti dopo. Davanti a una marea biancoblu, la Salernitana di Serse Cosmi ha provato a reagire, a mettere la testa fuori, ma si è trovata spiazzata da un’avversaria solida e cinica.

Inutile girarci attorno: la squadra granata, pur con tutto l’orgoglio del caso, non è mai riuscita a impensierire seriamente Gori, il portiere di casa, se non in una circostanza, quella dove Inglese a botta sicura ha trovato il miracolo del numero uno bresciano aiutato dal palo.

Vido e la precisazione: "Nessuna mancanza di rispetto, la vittoria è meritata"

Il finale, quello che chiude la contesa e regala il pass per la doppia sfida contro l’Ascoli, porta la firma di Luca Vido. L’attaccante, entrato nella ripresa per dare linfa nuova all’attacco, si è involato in solitaria nel cuore del recupero – al novantasettesimo minuto – sigillando il risultato sul definitivo due a zero. Proprio la sua esultanza, però, ha rischiato di gettare ombra su una prestazione altrimenti perfetta.

Nel post partita, l’attaccante ha voluto chiarire un aspetto delicato: "Non ho esultato sotto il settore ospiti per provocare i tifosi", ha dichiarato, precisando che quel gesto è stato del tutto istintivo, spinto dall’adrenalina del momento. "Non volevo assolutamente mancare di rispetto a una tifoseria incredibile come quella della Salernitana, tra l’altro legata a quella bresciana da uno storico gemellaggio", ha aggiunto, scagionandosi da qualsiasi intento polemico.

Vido ha poi sottolineato il valore del gruppo: "Abbiamo preparato la partita molto bene e l’abbiamo gestita per tutti i novanta minuti. Siamo felici, questa qualificazione è più che meritata".

Dal fallimento Cellini alla resurrezione: un anno dopo la rinascita è servita

Per capire appieno la portata di questa cavalcata, però, bisogna guardare indietro, a nemmeno un anno fa. Lo stesso stadio Rigamonti che ieri esplodeva di gioia era stato teatro, nel 2025, del fallimento del vecchio Brescia Calcio targato Massimo Cellino, una ferita profonda per una piazza che non meritava di sprofondare nel caos societario. Dalle ceneri di quella società è nata l’attuale Union, una creatura che ha saputo ricompattare l’ambiente, ripartendo dalla Serie C con l’obiettivo dichiarato di risalire subito la corrente.

Adesso, a un passo dalla cadetteria, l’impresa sembra a portata di mano. L’avversario sarà l’Ascoli, formazione ostica che viene da un percorso netto, ma il fatto di giocare gara d’andata tra le mura amiche del Rigamonti (il 2 giugno) rappresenta un vantaggio psicologico non indifferente. Per Serse Cosmi, invece, è amarezza pura: "Purtroppo si interrompe un sogno, ma non posso rimproverare nulla ai miei ragazzi", ha commentato il tecnico della Salernitana, visibilmente provato ma orgoglioso del percorso compiuto.

Il suo tentativo di riportare i granata in alto si ferma qui, mentre la città di Brescia si prepara a un’altra notte magica. Non resta che attendere la prossima settimana per capire se questa favola potrà avere un lieto fine.

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