Il Brescia di Corini stende la Salernitana e vola nella finale playoff di Serie C

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Una valanga biancazzurra si è abbattuta sul “Rigamonti” nella notte più importante della giovane storia dell’Union Brescia, quella in cui la squadra di Eugenio Corini – reduce dal pareggio per 1-1 dell’andata all’Arechi – ha spazzato via ogni residuo dubbio riguardo alla propria candidatura per la promozione in Serie B.

Al cospetto di una Salernitana che, sulla carta, partiva con i favori del pronostico tra le due contendenti, le Rondinelle hanno imposto un ritmo forsennato sin dal fischio d’inizio, concretizzando il proprio dominio con un uno-due micidiale che porta le firme di Crespi e del subentrato Vido.

Il risultato finale di due a zero, maturato al cospetto di oltre quindicimila spettatori che hanno riempito ogni ordine di gradoni, restituisce solo in parte l’intensità di una prestazione costruita su una solida fase difensiva e ripartenze fulminee, capaci di mettere in seria difficoltà la retroguardia ospite guidata da Golemic.

Il lampo di Crespi e la gestione tattica di una partita complicata

A decidere le sorti del doppio confronto, dopo l’equilibrio dell'incontro d'andata, è stato in buona sostanza l’approccio aggressivo dei lombardi, apparsi subito più smaniosi di assicurarsi il pass per l’ultimo atto dei playoff.

Il meccanismo tattico orchestrato da Corini ha trovato la sua apoteosi già dopo sessanta secondi dal fischio d’inizio, quando un’azione convulsa nell’area avversaria ha permesso a un reattivo Crespi di depositare in rete la palla vagante, complice anche un contrasto fortuito che ha costretto il portiere titolare della Salernitana, Donnarumma, a lasciare il campo per infortunio dopo soli quattro minuti.

Sostituito da Brancolini tra i pali, il reparto arretrato granata ha tentato di riorganizzarsi, ma la morsa degli attaccanti di casa – Zennaro e Lamesta su tutti – ha lasciato pochi spazi di manovra a una mediana che faticava a imbeccare le punte Lescano e Inglese. La squadra di Serse Cosmi, nonostante un paio di affondi nella ripresa (tra cui spicca una conclusione di Inglese neutralizzata da una grande parata di Gori), non è mai riuscita a scardinare la cerniera difensiva bresciana composta da Balestrero, Silvestri e Rizzo.

Il sigillo di Vido e la redenzione nel recupero

Se il primo tempo si era chiuso con il minimo scarto, l’epilogo della contesa è stato rinviato ai minuti di recupero del secondo tempo, quando l’inerzia della partita sembrava poter ancora riservare brutte sorprese per il pubblico di casa. A spegnere definitivamente le residue speranze dei tifosi ospiti – giunti numerosi da Salerno nonostante il risultato sfavorevole dell'andata – ci ha pensato Luca Vido, subentrato nella ripresa al posto dello stesso Crespi per dare nuovo fiato al reparto avanzato.

In pieno recupero, sfruttando una ripartenza orchestrata da Cisco che ha lasciato scoperta l’intera retroguardia campana, l’attaccante ha freddato Brancolini con un diagonale preciso che ha fissato il punteggio sul definitivo due a zero.

A margine della gara, lo stesso Vido ha voluto chiarire un aspetto relativo alla sua esultanza, specificando come il gesto non fosse affatto finalizzato a provocare la tifoseria granata – per la quale ha anzi dichiarato di nutrire rispetto, ricordando anche i legami di gemellaggio esistenti tra le due curve – bensì l’espressione genuina di una gioia liberatoria per un risultato che definisce “ampiamente meritato”.

Un anno dopo il fallimento, il “Rigamonti” torna a sognare

La cornice di pubblico che ha gremito il “Mario Rigamonti” rappresenta, di per sé, un segnale inequivocabile della rinascita cittadina attorno a questo club, a distanza di poco più di un anno dal traumatico fallimento del vecchio Brescia Calcio targato Massimo Cellino. Quello che un tempo sembrava un fantasma destinato a pesare per anni sulle gambe della società, è stato invece archiviato grazie a un percorso di ripartenza che ora tocca il suo apice sportivo.

Di fronte a un pubblico che ha risposto con il tutto esaurito già nelle ore precedenti alla vendita libera, la squadra non ha tradito le aspettative, regalando alla propria gente la possibilità di giocarsi la doppia sfida promozione. L’avversaria nell’ultimo atto dei playoff sarà l’Ascoli, abile a gestire il largo vantaggio accumulato all’andata contro il Catania nonostante la sconfitta di misura nel ritorno (2-1 per i siciliani, maturata dalle reti di Caturano e Forte).

Le due finali – in programma il 2 e il 7 giugno – decreteranno chi tra le rondinelle e i marchigiani avrà l'onore di volare in Serie B, completando un quadretto promozioni che aveva già visto staccare il biglietto per la cadetteria a Vicenza, Benevento e Arezzo. Per una Salernitana che usciva dai playoff con i favori del pronostico, arriva dunque un ko pesante, che condanna i granata a rimanere ancora un anno nel girone di bronzo del calcio italiano.

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