L'attacco ucraino alle basi russe e il rischio nucleare: la pistola sul tavolo di Istanbul

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   I negoziati tra Russia e Ucraina, formalmente mediati dalla Turchia – paese Nato ma con una linea spesso autonoma – si aprono a Istanbul in un clima già teso, reso ancor più fragile dall’audace operazione militare di Kiev. Quella che alcuni hanno definito la "Pearl Harbour russa" non è solo un colpo strategico, ma un messaggio chiaro: Mosca non è più un territorio inviolabile.

L’"Operazione Ragnatela", così è stata battezzata dalle autorità ucraine, ha visto l’impiego di 117 droni che hanno colpito almeno quattro basi aeree in profondità, dalla Siberia orientale – vicino al confine mongolo – ad altre installazioni cruciali. Obiettivi primari: i bombardieri strategici Tu-95 e Tu-22M3, fondamentali per il lancio di missili da crociera, e gli aerei radar A-50, essenziali per il coordinamento delle operazioni. Secondo Kiev, il 34% dei vettori di missili strategici russi sarebbe stato neutralizzato, senza perdite umane tra gli operatori ucraini, ritirati in tempo dal territorio nemico.

Volodymyr Zelensky ha rivendicato con orgoglio l’azione, definendola il risultato di "18 mesi di preparazione meticolosa". Un’operazione a lungo raggio, insomma, che dimostra come l’Ucraina non sia più solo sulla difensiva. Ma è proprio questa dimostrazione di forza a sollevare interrogativi pericolosi. Se da un lato indebolisce la narrativa russa di un conflitto sotto controllo, dall’altro potrebbe spingere Vladimir Putin a considerare risposte estreme, incluso l’uso tattico di armi nucleari.

La vulnerabilità del territorio russo, fino a oggi considerato al sicuro da attacchi diretti, cambia gli equilibri. E mentre a Istanbul si discute – con scarse prospettive di successo – il rischio è che la "pistola sul tavolo" non sia più solo una metafora. Putin, che ha sempre fatto della deterrenza nucleare un pilastro della sua strategia, si trova ora costretto a ricalcolare le mosse. L’Ucraina, dal canto suo, ha dimostrato di poter colpire lontano, ma il prezzo di un’escalation incontrollata potrebbe essere altissimo

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