Duello tv Scholz-Merz, un pareggio che non cambia i giochi
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Redazione Esteri
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A due settimane dalle elezioni anticipate in Germania, previste per il 23 febbraio, il primo confronto televisivo tra il cancelliere uscente Olaf Scholz, socialdemocratico, e il suo sfidante Friedrich Merz, leader dell’Unione Cdu-Csu, si è concluso senza colpi di scena. Un duello che, pur nella sua formalità, ha confermato quanto i sondaggi già suggerivano: Scholz, nonostante un dibattito incolore, mantiene un vantaggio significativo sull’avversario, che lo segue con un distacco di 16 punti.
L’appuntamento, trasmesso sul secondo canale pubblico tedesco Zdf, ha sostituito lo storico spazio dedicato a Tatort, il giallo televisivo seguito da quasi 10 milioni di telespettatori da oltre 50 anni. Un’ora e mezza di confronto serrato, durante la quale i due candidati hanno affrontato temi cruciali come la gestione dei migranti, la crisi economica, la guerra in Ucraina e la legalizzazione della cannabis. Tuttavia, nonostante la varietà degli argomenti, il dibattito è scivolato via senza momenti di tensione o svolte decisive, lasciando l’impressione di un pareggio che, in termini politici, avvantaggia chi è già in testa.
Scholz, che secondo un sondaggio Zdf avrebbe vinto il confronto, ha mantenuto un tono misurato, difendendo le scelte del suo governo e ribadendo la necessità di continuità. Merz, 69 anni, ha invece provato a incalzare l’avversario, accusandolo di aver tradito le promesse elettorali e di aver gestito con superficialità temi delicati come l’immigrazione. “Favole”, ha risposto secco Scholz, smontando le critiche con dati e cifre.
Proprio sui migranti, Merz ha rilanciato un tema che negli ultimi mesi ha scosso l’opinione pubblica tedesca, presentando un disegno di legge per facilitare le espulsioni degli stranieri irregolari. Una proposta che, oltre a rimescolare le carte della campagna elettorale, ha riportato l’attenzione sui fatti di Aschaffenburg, dove lo scorso 22 gennaio un afghano irregolare ha ferito gravemente una bambina di due anni in un parco pubblico. Un episodio che, pur nella sua drammaticità, è diventato un simbolo della polarizzazione politica in atto nel Paese.
La Germania che si avvicina al voto è un Paese in trasformazione, dove i tradizionali pilastri della stabilità e della prosperità sembrano vacillare. La polarizzazione, cresciuta negli ultimi anni, ha creato un clima teso, in cui anche i toni compassati delle campagne elettorali lasciano spazio a scontri più duri. Merz, con le sue proposte radicali, ha acceso una miccia in un contesto già fragile, mentre Scholz cerca di mantenere il timone di una nazione che fatica a riconoscersi nei suoi vecchi idoli.




