Merz non raggiunge la maggioranza al Bundestag, prima volta dal 1949
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Redazione Esteri
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Friedrich Merz, indicato come cancelliere designato dopo le elezioni federali dello scorso febbraio, non è riuscito a ottenere la fiducia del Bundestag al primo scrutinio, un evento senza precedenti nella storia della Repubblica federale tedesca. Dei 621 deputati presenti in aula, solo 310 hanno votato a favore del leader dell’Unione (Cdu-Csu), mentre 307 si sono opposti, tre si sono astenuti e un voto è stato dichiarato nullo. Servivano almeno 328 preferenze – la maggioranza assoluta dei seggi – per eleggerlo, ma la cosiddetta "piccola Grosse Koalizion", formata da cristiano-democratici e socialdemocratici (Spd), non è riuscita a garantire il quorum necessario.
La Costituzione tedesca, all’articolo 63, prevede che nelle prime due votazioni il candidato debba ottenere il sostegno della metà più uno dei parlamentari, la cosiddetta "maggioranza del cancelliere". Ora si apre una fase di incertezza: il Bundestag ha quattordici giorni per tentare altre due votazioni, dopo le quali, in caso di ulteriore stallo, scatterebbe lo scioglimento delle Camere e nuove elezioni. Un scenario che preoccupa non solo i partiti tradizionali, ma anche i mercati, visto il recente balzo dell’AfD nei sondaggi.
A Francoforte, intanto, la Borsa ha reagito con netto pessimismo all’esito del voto. L’indice Dax ha perso oltre il 2%, peggior performance in Europa, mentre gli investitori valutano con apprensione le possibili ripercussioni sui piani di spesa in infrastrutture e difesa, considerati cruciali per la crescita. L’instabilità politica, del resto, rischia di frenare decisioni già attese da mesi, in un contesto economico globale già segnato da tensioni.




