Merz bocciato al Bundestag, ma i mercati sembrano preoccuparsi d’altro

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Redazione Economia Redazione Economia   -   L’apparente scivolata dei mercati europei dopo la mancata elezione di Friedrich Merz a cancelliere nasconde dinamiche più complesse di quelle che emergono a prima vista. Se da un lato il leader dell’Unione CDU-CSU, come prevedibile, avrà altre opportunità per raggiungere la maggioranza nei prossimi scrutini, dall’altro le reazioni finanziarie lasciano intuire una certa inquietudine. Non tanto per l’esito politico in sé, quanto per ciò che potrebbe significare in termini di stabilità economica continentale.

A metà giornata, il Dax di Francoforte segnava un -0,84%, mentre il Ftse Mib italiano limitava le perdite a -0,34%, con Piazza Affari sostenuta dai rialzi di Amplifon e Ferrari dopo i dati trimestrali. Ma è la relativa calma sui titoli di Stato a sorprendere: il Bund decennale si muove in linea con gli altri bond europei, e lo spread con l’Italia rimane stabile a 109 punti base. Un segnale che i mercati obbligazionari, almeno per ora, non percepiscono la situazione tedesca come un fattore di rischio aggiuntivo.

C’è chi si chiede se gli investitori stiano reagendo a elementi non ancora esplicitati dai politici. L’Europa, del resto, è alle prese con sfide che vanno ben oltre le incertezze di un voto parlamentare: inflazione non domata, tensioni geopolitiche e il nodo irrisolto delle politiche monetarie comuni. Il fatto che Francoforte sia stata la piazza più penalizzata potrebbe suggerire una certa diffidenza verso l’agenda economica che Merz – qualora dovesse vincere – intende perseguire.

Sul piano tecnico, il Ftse Mib si mantiene senza grandi scossoni attorno ai 38.431 punti, in un contesto ancora privo di direzionalità precisa. Le resistenze immediate si collocano a 38.679, mentre i primi supporti sono stimati a 38.140. Numeri che, al netto delle fluttuazioni, confermano una fase di attesa. Quasi come se i trader, più che alla politica, guardassero altrove: forse alla prossima mossa della Bce, o ai dati macro che arriveranno nei prossimi giorni.

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