Il “fratello” di Marotta alla Juve, e la stilettata della signora Comolli
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Redazione Sport
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Mentre la Juventus ufficializza l’ingaggio di Giovanni Carnevali come nuovo amministratore delegato – con lui che prende il posto di Damien Comolli in quella che una certa vulgata ha già ribattezzato la “svolta made in Italy” – è già polemica sui social. Non tanto per la scelta dell’uomo d’apparato proveniente da Sassuolo, quanto piuttosto per le dichiarazioni a mezzo stampa di chi questo passaggio lo ha subito.
A gettare benzina sul fuoco ci ha pensato infatti Selinay Comolli, la moglie dell’ormai ex dirigente francese, la quale ha pubblicato una storia su Instagram accompagnata da una didascalia che, sebbene non faccia mai il nome del club bianconero, appare come una stilettata a tutta la gestione precedente.
L’addio al “francese” e l’asse con Spalletti
Che l’avventura di Comolli a Torino fosse giunta al capolinea, lo si era intuito già dai risultati deludenti di questa stagione – e una mancata qualificazione alla Champions pesa come un macigno – ma la separazione, definita consensuale, porta con sé il retroscena di un rapporto ormai logoro con Luciano Spalletti. L’allenatore toscano, da vero vincitore di questa rivoluzione silenziosa voluta da John Elkann, avrebbe mal digerito le politiche basate su algoritmi e dati portate avanti dal dirigente transalpino, pretendendo una linea più “umana” e italica.
Ed è così che si arriva a Carnevali, descritto da Michele Criscitiello come "amico fraterno" di Beppe Marotta. Un dettaglio non da poco, visto che l’ad nerazzurro e il nuovo volto della Continassa condividono un passato professionale e un rapporto personale solido, al punto che, scherza il giornalista, per non creare imbarazzi nel prossimo Derby d’Italia, i due potrebbero dover “fare finta di litigare”.
Il piano per il mercato: sacrifici e cuori pulsanti
In attesa di scoprire se questa “pace” tra parenti acquisiti reggerà sul campo, l’agenda di Carnevali è già fitta di impegni. Il vertice con Spalletti è stato fissato a Forte dei Marmi, location glamour dove il calcio italiano ama intrecciare affari e ombrelloni, e qui si sono delineate le prime strategie per la campagna acquisti e cessioni. Tra le mura dello spogliatoio, nessuno è intoccabile, e le prime liste parrebbero già segnare il destino di alcuni big.
Se da un lato ci sono nomi considerati “sacrificabili” – per fare cassa si potrebbe dire addio a pezzi pregiati come Bremer, Cambiaso o Thuram – dall’altro per altri il tempo sembra davvero scaduto. Koopmeiners, Openda e David, rivelatisi finora acquisti poco brillanti, potrebbero salutare Torino per liberare spazio e risorse.
Carnevali, che del resto ha nella sua biografia l’arte di fare plusvalenze senza disperdere valore, arriva con la fama di uomo di sostanza e di conti. Se sarà in grado di mediare tra le richieste di un tecnico esigente come Spalletti e la necessità di ripianare un bilancio che non vede l’Europa che conta, lo scopriremo solo nelle prossime settimane. Lui stesso, nel salutare il Sassuolo, ha parlato di "casa e famiglia", un’eredità pesante che ora dovrà tradurre nel contesto ben più gravoso della Continassa.




