Putin allunga una mano a Trump sul nucleare, ma l'Ucraina rimane l'ostacolo

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Nel quadro di un apparente tentativo di disgelo con l'amministrazione Trump, il presidente russo Vladimir Putin ha avanzato una proposta formale per prorogare di un anno il trattato New Start, il fondamentale accordo per la limitazione degli arsenali nucleari che lega Mosca a Washington e la cui scadenza è prevista per febbraio 2026. Una mossa, questa, che giunge in un momento di grande attenzione internazionale, mentre i leader mondiali sono riuniti a New York per l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, forum al quale Putin ha scelto di non partecipare personalmente. Il messaggio diretto alla Casa Bianca sembra essere duplice: da un lato si indica la disponibilità a trattare su un tema di sicurezza globale, dall’altro si palesa l’intenzione di non cedere su posizioni chiave, prima fra tutte il conflitto in Ucraina, che rimane il vero nodo irrisolto nelle relazioni bilaterali.

La proposta sul disarmo, per quanto significativa, non arriva infatti isolata, ma è accompagnata da un avvertimento che ne delinea i limiti. Putin ha infatti dichiarato, in un intervento trasmesso, che "la Russia è in grado di rispondere a qualsiasi minaccia militare", lasciando intendere come qualsiasi provocazione verrebbe interpretata come un atto ostile. Pur affermando, quasi in contraddizione, di non essere interessato a "un'ulteriore escalation della tensione o a stimolare una corsa agli armamenti", il presidente russo ha dunque chiarito che la sua disponibilità al dialogo non equivale a un arretramento strategico, soprattutto in un contesto dove le forniture di armamenti all'Ucraina da parte degli alleati occidentali continuano senza sosta.

Questa iniziativa diplomatica si inserisce in un più ampio ventaglio di offerte che Mosca sta indirizzando a Washington, comprendenti anche la prospettiva di accordi economici, nel tentativo di testare le intenzioni del neoeletto presidente Trump e di sondare la possibilità di un riavvicinamento che possa, in ultima analisi, alleviare la pressione delle sanzioni internazionali. L’assenza di Putin dall’Onu, d’altronde, è controbilanciata dalla presenza del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, il quale incontrerà Trump, in un braccio di ferro diplomatico che vede New York come palcoscenico privilegiato.

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